“La serie A non si ferma. E’ più importante l’esordio di Cristiano Ronaldo“. E’ polemica per la decisione della Lega Calcio di sospendere, in concomitanza con la giornata di lutto nazionale per la tragedia di Genova, le partite di Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa, ma non la prima giornata di campionato prevista per sabato 18 agosto.

“Appare assurdo che inizi regolarmente con Chievo-Juventus”, attacca il deputato genovese Luca Pastorino (Possibile). “Quanto vale la vita, quanto valgono i cuori spezzati sotto un ponte crollato? Quanto vale il dolore di famiglie, bambini uomini e donne. Nulla? È questa la risposta implicita al regolare avvio della Serie A. Non importa il fatto che vengano rinviate le partite di Genoa e Sampdoria. Questo è un dramma che coinvolge tutti. E l’esordio di Cristiano Ronaldo alle 18 di sabato prossimo è solo una questione di soldi che sgonfia in un sol colpo il prestigio che l’arrivo di questo campione ha portato alla serie A. Auspico un ripensamento per questa decisione assurda”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Salvini: “Penso che sarebbe doveroso, per rispetto e vicinanza a Genova e ai parenti delle vittime, che anche il campionato di calcio sabato e domenica si fermasse – ha detto il ministro dell’Interno – non lasciamo sole le squadre genovesi, business e interessi televisivi possono attendere”.

Anche la Federazione Italiana Giuoco Calcio concorda con lo stop: “Sabato è un giorno di lutto nazionale e credo che ogni opinione riguardo un possibile rinvio sia corretta – ha detto il commissario Roberto Fabbricini – Per quello che ho patito davanti alla tv, per le scene drammatiche che ho visto, che dimostrano come le nostre vite siano appese a un filo, è indubbio che uno stop di riflessione ci vorrebbe”, ha proseguito Fabbricini. Per poi precisare alcune ore più tardi: “Sono convinto, come ho già detto, che anche il calcio farebbe la sua parte di fronte ad una giornata di lutto nazionale nella quale tutte le attività ludiche fossero sospese. Penso agli spettacoli cinematografici, a quelli nelle piazze e sulle spiagge ed a tutti gli altri eventi di intrattenimento. Altrimenti, sarebbe inutile fermare solo il campionato di Serie A”.

L’ultima volta che la massima serie del calcio italiano era stata sospesa interamente risale al 5 marzo scorso: la decisione venne presa dopo la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori. Questa volta la Lega Calcio ha deciso di fermare solo due partite e dare il via libera a tutte le altre. Solo ieri il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero si era augurato che altre squadre di serie A seguissero l’esempio. “Non ho il coraggio di pensare ad esultare in un momento come questo”, aveva dichiarato, “ci sono ancora dispersi sotto le macerie, non posso pensare di mandare in campo i miei ragazzi. Lo sport è cultura, è vita: occorre fermarsi un attimo e riflettere. A casa mia comando io. Domenica potremmo portare un messaggio di continuità di vita, ma ognuno la pensa a modo suo. Per quanto mi riguarda, non giochiamo”.

Sui social network la discussione è aperta tra chi ritiene che sarebbe stato inutile bloccare tutto il campionato e chi invece chiede una solidarietà più ampia. Assist-Associazione nazionale atlete ha lanciato un appello “per chiedere che almeno la prima giornata si trasformi in un tributo alla città e al lutto nazionale proclamato in memoria delle vittime”.