La testa di una mucca scuoiata che perdeva sangue, con un proiettile di kalashnikov conficcato al suo interno, lasciata davanti al portone della sua abitazione, nel cuore di Foggia: è il macabro messaggio intimidatorio rivolto all’imprenditore foggiano Tullio Capobianco, 62 anni, ex presidente del Foggia calcio. Si tratta della seconda minaccia in due mesi: il 9 giugno scorso, infatti, fu incendiato il portone della stessa abitazione dell’imprenditore, un palazzo di tre piani nel centro storico della città, in piazza Francesco De Sanctis.

L’imprenditore, che in questi giorni non è a Foggia perché in vacanza, è molto conosciuto in città. E la sua impresa si occupa della vendita di macchinari e mezzi agricoli, tra cui grossi e costosi trattori. Anche per questo gli investigatori ipotizzano ci sia “l’ombra del racket dietro entrambi gli episodi”. La squadra mobile di Foggia, infatti, sta indagando per capire se esista un legame tra le due intimidazioni. Ma al momento i sospetti non vanno in un’unica direzione.

E’ troppo presto, affermano gli investigatori che indagano a 360 gradi, anche nella vita privata dell’imprenditore. Per ora sembra da escludere l’ipotesi del gesto di qualche tifoso. Piuttosto ritengono che, visto che il ritrovamento della testa di mucca è il secondo atto intimidatorio in poco tempo, dietro ci sia una richiesta estorsiva. Richiesta che Capobianco, tuttavia, avrebbe detto di non aver mai ricevuto, sia in occasione dell’incendio sia dopo quest’ultimo episodio. Qualche dettaglio utile, almeno a risalire alla persona che ha piazzato la testa dell’animale con al suo interno un proiettile calibro 7,62, potrebbe arrivare dai filmati delle numerose telecamere di videosorveglianza.

Poco probabile, invece, che qualcuno possa aver visto qualcosa. Nella zona ci sono molti locali che però chiudono presto la sera e d’estate sono poco frequentati. I primi ad accorgersi della presenza della testa della mucca, riaprendo i negozi all’alba, sono stati alcuni commercianti che hanno avvertito la polizia, parlando di “scene simili a quelle del film Il padrino“. Numerose anche le chiamate da parte cittadini spaventati che chiedevano la rimozione della testa: “I nostri figli – dicevano alcuni genitori – resteranno traumatizzati”.