Su Marcello Foa si tira dritto, sul figlio nel suo staff anche. Perché è “meglio avere il figlio di un giornalista obiettivo che lavora per me, che il figlio di un consigliere del Pd che lancia le uova alla gente a Torino”. Matteo Salvini intreccia la polemica per la scoperta de L’Espresso su Leonardo, figlio del candidato (bocciato) alla presidenza della Rai alle dipendenze del leader della Lega, con il caso dei tre ragazzi fermati per il lancio delle uova contro l’atleta Daisy Osakue.

Così, dopo aver detto giovedì sera che Leonardo Foa nel suo staff “non crea alcun imbarazzo”, linea condivisa anche dal sottosegretario M5s Alessio Villarosa, venerdì mattina ha ribadito la linea, spiegando che è peggio la questione del ragazzo torinese figlio di un consigliere comunale dem, tra gli autori dell’aggressione a Osakue. Una “goliardata”, l’hanno definita i ragazzi, dopo giorni in cui si è a lungo sospettato che dietro il gesto ci fosse una matrice razzista.

“I tre quarti dei giornalisti italiani hanno occupato le pagine parlando di un’atleta vittima di un attacco razzista: sciocchezze, erano tre figli di papà che si divertivano a lanciare uova. Aspetto le scuse alla Lega e agli italiani”, ha attaccato Salvini ai microfoni di SkyTg24. Nel corso dell’intervista, il ministro dell’Interno è tornato anche a pungolare Silvio Berlusconi per l’astensione dal voto assieme a Pd e Leu che ha bloccato l’elezione di Foa.

“È l’unico – ha detto – che deve spiegare qualcosa agli italiani. Mi chiedo come fa a dire no a Marcello Foa, un giornalista libero e liberale, allievo di Montanelli”. E sul centrodestra in frantumi proprio a causa delle divergenze fattesi ancora più ampie dopo il non-voto in Vigilanza: “La Lega è e deve rimanere nel centrodestra – ha concluso – Vedo invece che Forza Italia spesso preferisce allearsi con il Pd e votare con il Pd. Io sono sempre stato rispettoso, leale e coerente, se qualcuno preferisce Renzi a Salvini lo spieghi agli italiani”.