Non l’hanno votato oggi, non lo faranno né domani né mai. Silvio Berlusconi chiude definitivamente le porte a Marcello Foa come presidente della Rai scatenando le ire di Matteo Salvini, che accusa Forza Italia di stare con il Pd “come anche sui vitalizi e per altro ancora”. Non è stata affatto risolutiva la visita del vice-premier e ministro dell’Interno all’ospedale San Raffaele, dove il leader di Fi è ricoverato, dopo il quorum mancato in commissione di Vigilanza frutto anche della scelta dei parlamentari azzurri. Anzi, sulla presidenza della Rai, oggetto del faccia a faccia, sembra consumarsi il definitivo tramonto del centrodestra unito, quello che si era presentato alle elezioni del 4 marzo. Perché se l’ex presidente del Consiglio affonda di fioretto, Salvini risponde a palle incatenate.

“È stato appurato che l’eventuale riproposizione dello stesso nome nella commissione di Vigilanza presenta, secondo il parere di autorevoli professionisti, problemi giuridici non superabili. Non potrà quindi essere votata dai componenti di Forza Italia”, ha dichiarato Berlusconi in riferimento alla possibilità di una riproposizione di Foa come presidente dell’azienda di Stato. L’ex capo dell’esecutivo ha poi spiegato che la scelta di non presentarsi alla votazione “è stata assunta dai nostri gruppi parlamentari” e “l’ho naturalmente condivisa“.

La risposta di Salvini è così dura da apparire come lo strappo definitivo con Forza Italia: “La Lega prende atto che Forza Italia ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora – dice il vice-premier – Dispiaciuti, continuiamo sulla via del cambiamento, sicuri che gli italiani e gli elettori del centrodestra (come dimostrano tutti i sondaggi) abbiano le idee chiare”. E in serata fonti del Carroccio sottolineano all’Ansa che “si va avanti tranquillamente col nome di Foa” perché “il cda della Rai è in carica e può svolgere mansioni e funzioni”. Una partita seguita attentamente anche dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, che vuole evitare “forzature” sulla nomina.

Nel merito della scelta di Foa, Berlusconi sottolinea come il servizio pubblico “per essere tale non può essere espressione unilaterale di una maggioranza, qualunque essa sia” e ricorda di essersi “attenuto” a questo criterio “quando eravamo al governo” e quindi “ci aspettiamo che vi sia attenga anche l’attuale maggioranza“. Una questione di “metodo”, come avevano ribadito in mattinata i capigruppo azzurri e Maurizio Gasparri. Alla quale ora Berlusconi mette il carico, parlando di problemi giuridici “non superabili”.

E tutta Forza Italia sembra condividere la linea tracciata dal leader. Per il deputato Francesco Paolo Sisto il partito “ha il coraggio di mantenere una coerenza comportamentale” e sottolinea come “senza un presidente Rai condiviso procedere a delle nomine significa assumersi una grande responsabilità”. Mentre Alessandra Gallone, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato e componente della Commissione di vigilanza sulla Rai, invita il ministro dell’Economia ad “indicare un nuovo nome concordato con tutte le forze presenti in Parlamento, il cui voto è determinante in commissione di Vigilanza. È una questione di forma che mai come in questo caso diventa sostanza”.