Botta e risposta a In Onda (La7) tra il senatore M5s, Gianluigi Paragone, e Andrea Ruggieri, deputato responsabile tv di Forza Italia e membro della commissione di vigilanza Rai, sul mancato voto del partito di Berlusconi alla nomina di Marcello Foa a presidente della Rai. Paragone osserva: “La Rai è di chi governa? È una fesseria colossale. Qui a La7 si sa che Fabrizio Salini non ha punti di contatto né col M5s, né con la Lega. Eppure è stato scelto da questa maggioranza di governo come ad della Rai, cioè per essere centrale nella nuova Rai. E’ incredibile che si facciano discussioni sul presidente della Rai e non sull’amministratore delegato, che ha davvero il potere di cambiare la Rai. E Salini” – continua – “non ha raccolto le critiche che sta ricevendo politicamente Foa. Ma attenzione: le critiche le sta raccogliendo una figura, quella del presidente della Rai, che un carico di potere assolutamente marginale rispetto a quello dell’ad, il quale è il playmaker assoluto di questa partita”. Il giornalista si rivolge, quindi, a Ruggieri: “Foa è una figura che non ha paura a definirsi sovranista e a dire che l’Europa e l’euro sono pieni di criticità. Foa sostiene che Putin è importante anche in Europa. Una figura del genere, che rompe il mainstream, ti piace o non ti piace? Vogliamo ancora la melassa?”. “Ma Gianluigi lo chiedi a me?” – replica il nipote di Bruno Vespa – “Silvio Berlusconi è lo stesso che ha coinvolto Putin portandolo a Pratica di Mare”. “E allora perché avete bocciato Foa?” – chiede Paragone – “Forse perché non vi è arrivata nessuna telefonata prima? Qui stiamo facendo tutto questo cinema per una telefonata che non vi è arrivata due ore prima? Questo è il problema”. “Due mesi fa abbiamo ballato molto di meno per i presidenti di Camera e Senato” – ribatte Ruggieri – “Lì si era raggiunto un accordo politico molto più impegnativo su cariche più onerose e più importanti. E abbiamo trovato la quadra. Ora ti faccio io una domanda: è possibile mai che su una sciocchezza come la presidenza della Rai debba scoppiare tutto questo casino. Ora possiamo sederci per cinque minuti. E se la telefonata era un particolare così marginale, allora perché non farla? Si chiama Silvio Berlusconi, che peraltro non è una persona piantagrane, e gli dite le vostre intenzioni”. Paragone risponde: “Attenzione. Non vorrei che dopo diventasse una spartizione a tre. Se dev’essere la Rai di tutti, come dice Berlusconi, allora si deve coinvolgere anche il Pd, che, però, secondo me, si smarcherà sempre dalla figura da noi proposta come presidente. Una figura, cioè, che non ha paura di andare contro il linguaggio mainstream e contro il pensiero dominante. Si vuole dire che l’Europa ha delle criticità? Lo si dica. Con Monica Maggioni, che era presidente della Trilateral, e con Mario Orfeo non si poteva dire”. “Per dire quello ci penserà il tuo governo”, controbatte Ruggieri.

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