Oltre all’italiano Alessio Figalli, del Politecnico di Zurigo, il riconoscimento più prestigioso in campo matematico, la Medaglia Fields, è andato al tedesco Peter Scholze dell’Università di Bonn, all’australiano Akshay Venkatesh dell’Università di Stanford e al rifugiato iraniano di origini curde Caucher Birkar, che lavora nell’Università britannica di Cambridge.

“Il Kurdistan era un posto improbabile per un bambino per sviluppare un interesse per la matematica. Spero che questa notizia porti il sorriso a 40 milioni di persone”: sono le parole dell matematico rifugiato nel Regno Unito, riportate dall’Ansa. La Bbc News riporta oggi la storia singolare di Birkar: nato in una fattoria nella provincia del Kurdistan, vicino al confine tra Iran e Iraq, ha vissuto in prima persona il dramma della guerra scoppiata nel 1980. In un’intervista rilasciata su Quanta Magazine il matematico ha raccontato che quando era bambino, alle pareti della sua classe di matematica, a Teheran, erano appese le foto dei vincitori della Medaglia Fields. E Birkar ha ricordato che, guardando quelle fotografie, si chiedeva se avrebbe mai avuto la possibilità, un giorno, di conoscere quelle persone. “Al tempo non sapevo se sarei stato in grado di andare in Occidente” ha spiegato il professore iraniano.

La possibilità è arrivata quando era uno studente dell’Università di Teheran. Come laureando, al suo ultimo anno di studi, è riuscito a fare un viaggio nel Regno Unito. Una volta in occidente, Birkar ha richiesto asilo politico in virtù “delle difficoltà che ci sono in Iran per le persone come me”, ha raccontato a Quanta Magazine. La sua richiesta è stata accettata dal governo britannico, e nell’anno di lavoro della sua pratica, il matematico ha avuto la possibilità di conoscere membri dell’Università di Nottingham – città dove risiedeva – e iniziare così la sua carriera accademica.

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