Una guida turistica per persone disabili fatta da chi vive direttamente sulla propria pelle la disabilità. Un servizio che possa permettere a persone con la carrozzina di viaggiare e raggiungere liberamente in prima persona, ma anche con amici e parenti, luoghi accessibili al 100%. Si tratta del progetto “Pepitosa in carrozza”, realizzato da Valentina Tomirotti, 35enne di Mantova, che ha pensato di creare una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Eppela. Lo scopo, come ha detto al Fatto.it, è di sostenere il suo “piano di autonomia al singolare, fattibile anche senza un accompagnatore, la vera novità per il mondo della disabilità che declina un disabile sempre al plurale in una situazione di mutuo soccorso”. È un’idea dove l’accessibilità, l’inclusione e la solidarietà verso gli altri sono gli assi portanti. Per raggiungere il suo obiettivo, Tomirotti ha bisogno di raccogliere almeno 70mila euro per mettere le ruote al mondo di Pepitosa (il nick con cui è conosciuta sui social). Pepitosa è una “blogger a quattro ruote”, oltre che un’attivista favorevole a un mondo disability friendly ed è stata anche testimonial nazionale del progetto antidiscriminazione Boudoir Disability.

Il suo piano è strutturato in “tre tappe fondamentali per tagliare il traguardo, accendere i motori e sgommare su e giù per l’Italia”: il conseguimento della patente di guida B speciale (2mila euro), l’acquisto di un’autovettura accessibile a chi guida stando seduto in carrozzina, permettendo così la salita e la discesa totalmente in autonomia (65mila euro) e il materiale per la programmazione e realizzazione (3mila euro) di quattro viaggi, cioè Milano, Firenze, Roma e Napoli (da fare nel 2019) così da creare le prime guide turistiche scaricabili dal sito www.pepitosablog.com. “Quello che farò, sarà una guida realizzata da una ragazza con disabilità attraverso la realizzazione della figura professionale del travel agent diversamente abile – spiega Tomirotti – Una brochure turistica step by step che possa raccontare e mappare il territorio e l’offerta culturale nazionale e non, vissuta e raccontata da un’altezza diversa, ovvero a un metro da terra, seduta su una carrozzina”. Tomirotti ha sempre avuto la passione del viaggio, ma sempre con un occhio attento alle reali necessità di chi si muove in carrozzina. “Per la prima volta in Italia vorrei realizzare un progetto inclusivo sul tema della disabilità che possa parlare una nuova lingua che vada oltre le barriere architettoniche e mentali. Dove la persona con disabilità è il protagonista assoluto”.

Il suo intento è quello di coinvolgere anche altre persone: “Sull’auto saliranno a bordo e percorreranno chilometri insieme a me donne e uomini sconosciuti, ma anche volti noti che racconteranno una nuova accessibilità, non solo di tipo turistico, ma anche di impatto sociale”, racconta la ragazza mantovana. In questo modo l’automobile diventa una vera e propria postazione e cabina di regia 2.0: all’esterno accoglierà messaggi promozionali tramite l’affissione di adesivi di partner di viaggio e, all’interno, sarà dotata di dispositivi tecnologici per consentire la condivisione in tempo reale del racconto, immagini o suggerimenti attraverso i social. Tomirotti dice di “credere ancora alle favole, mentre mi spuntano i primi capelli bianchi che cerco di coprire in ogni modo, tentando così di rimanere bambina. E la mia fiaba preferita è sempre stata Peter Pan, che sapeva come essere sempre felice, talmente tanto da riuscire a volare”. E aggiunge che “per me è arrivato il tempo di volare e i motori si stanno scaldando, ma per partire c’è bisogno della spinta di tutti voi. Vi prometto un viaggio meglio del tour dell’Isola che non c’è. Peter Pan rimarrà solo una bella favola, mentre Pepitosa in carrozza, sono certa, diverrà realtà. E finalmente potrò dire: ‘ti passo a prendere io!’”.

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