Ho tanto scritto da queste pagine del farmaco antidiabetico Actos, prodotto chimico Pioglitazone, che mi aveva colpito perché era stato ritirato dal mercato in Francia e Germania mentre in Italia, oltre a venderlo con il Sistema Sanitario Nazionale, si faceva uno studio clinico con Aifa e con cittadini forse non ben informati delle possibili complicanze.

Dopo i miei post, in data 12-12-2014 è stata presentata alla Procura della Repubblica di Torino, dall’avv. Riccardo Salomone, una denuncia  per i reati di “commercio o somministrazione di farmaci guasti” (art. 443 cod. pen.), “somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica” (art. 445 cod. pen.) e “disastro” (art. 434 cod. pen.). Il fascicolo, contro ignoti veniva assegnato al p.m. dr. Raffaele Guariniello, che si attivava tempestivamente a richiedere documentazione ad AIFA ed effettuare indagini. Nel dicembre 2015 il fascicolo viene assegnato ad altro p.m. per pensionamento di Guariniello. Il 14-3-2016 viene presentata una memoria da Salomone per cercare di “salvare” il fascicolo. Il pm subentrato chiede l’archiviazione, ritenendo che le valutazioni sulla pericolosità o meno del farmaco competano, per legge, all’autorità regolatorie. Rigettando l’opposizione dell’avv. Salomone, il Gip archivia il fascicolo in data 19-10-2016.

Ora lo studio clinico Tosca è terminato ed è stato pubblicato. All’interno del documento si legge: su 1535 pazienti trattati con Pioglitazone, 432 (il 28%) hanno interrotto in anticipo la sperimentazione per “qualche motivo”. A pagina 77: 170 di quei 432 lo hanno fatto per loro decisione, ben 147 per un non ben specificato motivo other. A pagina 80: sui 1535 pazienti iniziali, trattati mediamente per non più di 2 anni, ben 78 hanno avuto un tumore, circa uno su venti. Credevano di essere curati meglio, ma uno su venti è stato condannato a morte (i morti sono stati una sessantina). La distribuzione dei tumori lascia spazio a sospetti in quell’other (44 su 68) ma resta confermata la cancerogenicità generale di un farmaco che tutti nel mondo già conoscevano e avevano ritirato per questo.

Vogliamo, signora ministra, sponsorizzare a spese della comunità un nuovo studio su questo farmaco per avere un follow up maggiore o ci basta questo per confermare perché in Francia e Germania lo hanno ritirato dal mercato da molti anni proprio per il rischio aumentato di tumore? Ci pensi tu quanto meno a sospenderlo immediatamente? Vuoi chiudere questa storia o produciamo un altro film come 150 milligrammi proprio su un altro antidiabetico orale, il Mediator, ritirato dalla casa farmaceutica dopo la lotta di una collega di Brest? Grazie di cuore.