Svedese di nascita ma spagnola d’adozione, produttrice e regista pluripremiata in tutto il mondo, Erika Lust (al secolo Erika Hallqvist) è considerata pioniera di un nuovo modo di concepire il cinema per adulti. Ideato da donne per soddisfare prima di tutto donne. In quasi 15 anni di carriera ha firmato oltre 100 cortometraggi e quattro lavori lunghi, con cui ha provato a dare una nuova forma al piacere femminile, rovesciando le regole non scritte di un’industria, quella a luci rosse, iper produttiva ma allo stesso tempo bloccata in un immaginario estremo, stereotipato, ripetitivo e meccanico. Noi l’abbiamo incontrata nel suo ufficio a Barcellona. “Davanti all’espressione ‘porno femminista‘ molti si spaventano: credono che il femminismo sia contro il genere maschile. Invece il concetto più puro di femminismo riguarda il rispetto di tutti, delle donne come degli uomini. Possiamo chiamarlo come vogliamo: porno etico, indipendente o d’avanguardia”

L’intervista completa è in edicola dal 7 luglio sul nuovo numero del mensile FqMillennium

(immagini video di Giulia Zaccariello ed Elena Mattioli)

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Giornata mondiale del bacio, cosa vuol dire per la scienza

prev
Articolo Successivo

Vaccini, con l’autocertificazione si tutelano solo i genitori che non vaccinano i figli

next