Un’inchiesta su manipolazione di concorsi e raccomandazioni nelle nomine ai vertici della sanità lucana arrivata fino al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in falso e abuso d’ufficio. È lui il “deus ex machina di questa distorsione istituzionale”, scrive il gip di Matera Angela Rosa Nettis nell’ordinanza di custodia cautelare. È Marcello Pittella “che influenza le scelte gestionali delle aziende sanitarie e ospedaliere interfacciandosi direttamente con i direttori generali che sono stati nominati con validità triennale dalla sua giunta“, si legge. E, volendosi ricandidare a governatore alle prossime regionali, scrive il gip, il pericolo di reiterazione dei reati è “quantomai attuale e concreto“, visto che “ciò fa ritenere che continuerà a garantire i suoi favori e imporre i suoi ‘placet‘ ai suoi accoliti pur di consolidare il suo bacino clientelare, potendo contare su appoggi locali, in uno scambio di utilità vicendevoli”.

Marcello, fratello del senatore ed ex eurodeputato del Pd Gianni Pittella, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria, in provincia di Potenza, come hanno confermato all’Ansa persone a lui vicine che hanno definito la sua posizione nella vicenda “surreale“. “Dobbiamo accontentare tutti“, diceva in un’intercettazione. Frasi che rivelano, secondo le indagini della Guardia di Finanza, come il presidente della Regione cercasse di gestire nomine e concorsi pubblici, per esempio gonfiando il punteggio ottenuto dai candidati, sostiene chi indaga. 

Gli accertamenti eseguiti dalla Procura e dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato il “totale condizionamento della sanità pubblica da parte di interessi privatistici e da logiche clientelari politiche“, ha detto in conferenza stampa il Procuratore Pietro Argentino. Altre 29 misure restrittive sono state eseguite nei confronti dei vertici delle aziende sanitarie lucane e anche della Asl di Bari. In totale due arresti in carcere, 20 ai domiciliari e otto obblighi di dimora eseguiti da cento agenti delle Fiamme Gialle che riguardano persone coinvolte “a vario titolo in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica amministrazione“. Sono 31 i capi di imputazione contenuti nell’ordinanza il gip, in cui si parla di un “sistema di corruzione e asservimento della funzione pubblica a interessi di parte”. L’inchiesta è iniziata un anno e mezzo fa dopo l’esposto di un ex dipendente della cooperativa “Croce verde Materana” che denunciava un tentativo di truffa all’Azienda sanitaria di Matera circa irregolarità contributive nell’ambito di un servizio di trasporto di persone infermi che sarebbe stato svolto da personale non assunto. Da questo episodio è partita l’inchiesta.

Quinto “collettore” delle raccomandazioni di Pittella – Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto (in precedenza direttore generale della stessa Asm) è “il collettore delle raccomandazioni che promanano” da Pittella. Così il procuratore Argentino, nella conferenza stampa sull’operazione, spiega i rapporti tra il governatore e Quinto, in carcere con le accuse di corruzione e turbata libertà degli incanti. Quinto è la figura chiave dell’inchiesta, per il gip figura di “indubbio potere“. Dal 29 maggio 2017, si legge nell’ordinanza, ha saputo di essere intercettato e gli inquirenti ritengono sia stato avvisato dal senatore Salvatore Margiotta che aveva appena incontrato. “Molto altro ancora si sarebbe appreso di tale malgoverno del potere e della funzione pubblica se non ci fossero state illecite ingerenze – si legge nell’ordinanza – Tuttavia due mesi di captazione sono bastati a disvelare le dinamiche interne di una sfrontata gestione di uno dei settori nevralgici della Pubblica amministrazione”. Quinto, da commissario della Asm, intrattiene – secondo gli inquirenti – “significativi rapporti con altre figure politiche e religiose di spicco”, spiega il pm Argentino. E in carcere è finita anche la direttrice amministrativa della stessa Asm, Maria Benedetto.

“Nulla si muove senza il suo dictat” – La ratio che muove ed è al centro di questo sistema, scrive ancora il giudice Angela Rosa Nettis, è “sempre la stessa”: vale a dire “la politica nella sua sempre più fraintesa accezione negativa e distorta, non più a servizio della realizzazione del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di locupletazione e di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale”. E’ la politica infatti “che condiziona pesantemente” la gestione delle Asl lucane “ed in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità”. E questo “non solo al fine di ampliare il consenso elettorale ma anche allo scopo di ‘scambiare’ favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania“. E se questo è il quadro, conclude il gip, il “deus ex machina di questa distorsione istituzionale” è proprio il governatore Pittella: “Nulla si muove senza il suo dictat“. 

“Concorsi truccati con precisione matematica” – Gli investigatori “si sono trovati in presenza di concorsi letteralmente truccati“, raccontare ancora il pm Argentino in conferenza stampa. In particolare per “quattro procedure concorsuali risultate ‘viziate’ perché caratterizzate da abusi d’ufficio, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio e falsi in atti pubblici”. Un “taroccamento” dei punteggi, ha proseguito il procuratore, “condotto con precisione matematica“, con la “creazione di verbali ideologicamente falsi” e la “distruzione di verbali con i punteggi effettivamente conseguiti dai candidati ‘raccomandati‘, con la complicità dei componenti segretari”. Il pm Argentino ha aggiunto poi che si tratta di concorsi per un posto a tempo indeterminato da dirigente amministrativo, “vinto da tre persone, e non deve apparire come una stranezza – ha precisato – perché uno è il vincitore effettivo, e gli altri due sono anch’essi vincitori attraverso il sistema di scorrimento delle graduatorie e delle convenzioni fra Asl”. Poi altri concorsi per otto posti da assistente amministrativo, per un posto a tempo indeterminato a dirigente amministrativo nel Centro oncologico regionale della Basilicata di Rionero in Vulture, e per due posti a tempo indeterminato da dirigente medico di otorinolaringoiatria.

Gli altri arresti tra Basilicata e Bari – Ai domiciliari invece il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giovanni Chiarelli, il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Maddalena Berardi, e un dirigente del Corb di Rionero, Gianvito Amendola. Ci sono poi il direttore generale dell’Asl di Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell’anticorruzione della stessa Asl, l’avvocato Luigi Fruscio di Barletta, tra le trenta persone destinatarie di misure cautelari eseguite da “circa cento tra uomini e donne delle Fiamme Gialle”. A quanto apprende l’Ansa, ai due indagati pugliesi, entrambi agli arresti domiciliari, viene contestato un episodio di abuso d’ufficio legato ad un presunto concorso truccato alla Asl di Matera. C’è anche un professore ordinario dell’Università di Bari tra le persone arrestate. Si tratta dell’avvocato Agostino Meale, docente di diritto amministrativo. Meale, finito ai domiciliari, è accusato di corruzione in concorso con il dg della AsmQuinto, per aver ottenuto incarichi di consulenza e assistenza legale in cambio della disponibilità ad agevolare la carriera universitaria e professionale del figlio di Quinto, studente

Pittella e il secondo mandato: “Pericolo di reiterazione dei reati” – Nelle scorse settimane il Pd lucano aveva dato mandato a Pittella, fratello dell’senatore ed ex eurodeputato Gianni e governatore dal 2013, di correre per un secondo mandato in Regione alle elezioni per il rinnovo del parlamentino lucano, previste tra fine 2018 e inizio 2019. Per questo, scrive il gip, il pericolo di reiterazione dei reati è “quantomai attuale e concreto solo se si consideri che negli ultimi giorni ha manifestato la volontà di ricandidarsi come Governatore della Basilicata e ciò fa ritenere che continuerà a garantire i suoi favori e imporre i suoi ‘placet‘ ai suoi accoliti pur di consolidare il suo bacino clientelare, potendo contare su appoggi locali, in uno scambio di utilità vicendevoli”.