Il peggio sembra passato: Niccolò Bettarini è stato dimesso dall’ospedale di Niguarda, dove era stato ricoverato dopo la brutale aggressione avvenuta domenica scorsa fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano. “Bentornato a casa leone”, gli ha scritto il papà Stefano Bettarini, che auspica anche che “chi ha sbagliato paghi”. Il 19enne ha postato una foto che lo ritrae sorridente tra le corsie dell’ospedale, con una fasciatura sul braccio destro che copre i segni dell’operazione andata a buon fine qualche giorno fa.

“Non sono mai stato bravo a raccontarmi. Ma, ora che sto migliorando, sento che sia giusto e doveroso dire diverse cose. Innanzitutto voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai. Sono un ragazzo fortunato e, mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà. Sarò sempre grato al pronto intervento dell’ambulanza e del trauma team dell’Ospedale Niguarda di Milano. Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto. Ringrazio, inoltre, la questura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato. Ricordate sempre di essere voi stessi ma soprattutto, ricordate chi siete”. Niccolò Bettarini

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Le sue parole: “Voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai. Sono un ragazzo fortunato e, mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà”. Come sostenuto dal gip di Milano Stefania Pepe, infatti, Niccolò è riuscito a salvarsi grazie all’intervento di alcuni suoi amici. Uno di loro, in particolare, ha scongiurato quello che quel branco di dieci persone avrebbe potuto provocare.

Sarò sempre grato al pronto intervento dell’ambulanza e del trauma team dell’Ospedale Niguarda di Milano – ha continuato Niccolò in una nota stampa -. Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto. Ringrazio, inoltre, la questura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato. Ricordate sempre di essere voi stessi ma soprattutto, ricordate chi siete”. Intanto restano in carcere i quattro ragazzi fermati con l’accusa di tentato omicidio, coloro che hanno aggredito Niccolò con calci, pugni e pugnalate. Gli indagati, due italiani e due albanesi, negano tutto ma davanti al giudice si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Proseguono le ricerche per gli altri sei complici.

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