La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha archiviato la posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala, ex ad di Expo, nel procedimento aperto sulla fornitura dei 6mila alberi per il sito dell’Esposizione Universale. Allo stesso tempo, i pm contabili hanno notificato un atto di citazione per un danno erariale di oltre 2 milioni di euro nei confronti della società Expo ad altri soggetti, tra cui l’ex manager Angelo Paris. Il procedimento era emerso a margine dell’udienza preliminare – lo scorso febbraio – a carico del primo cittadino milanese e di altri imputati.

Al centro delle contestazioni dei magistrati contabili c’era appunto la fornitura di 6mila alberi destinati al sito di Expo, parte del capitolo verde della maxi-gara d’appalto sulla Piastra, vinta dalla stessa società. La Mantovani, a cui la fornitura era stata affidata direttamente per 4,3 milioni di euro, era poi riuscita a subappaltare la commessa a un’altra ditta per “appena” 1,7 milioni. Su questa differenza di prezzo si concentrava l’indagine della Corte dei Conti, come hanno già fatto i sostituti pg Vincenzo Calia e Massimo Gaballo, che avevano chiesto il rinvio a giudizio per Sala contestando l’abuso d’ufficio, tra le altre cose per il fatto che mancava il requisito dell’urgenza per giustificare l’affidamento diretto. Il sindaco è già a processo per falso materiale e ideologico perché avrebbe modificato i verbali della commissione giudicatrice della Piastra, mentre è stata chiesta per lui l’archiviazione per la turbativa d’asta.

L’affidamento diretto è legittimo”, aveva chiarito il difensore del sindaco di Milano, Salvatore Scuto, precisando che Sala, in qualità di ad e commissario Expo, aveva utilizzato “le deroghe che erano già in vigore” alle procedure ordinarie, stabilite dal governo per consentire di ultimare in tempo i lavori entro l’1 maggio del 2015, quando i cancelli di Expo si sarebbero dovuti aprire. L’avvocato Scutoa aveva anche spiegato che il prezzo di 4,3 milioni di euro per i 6mila alberi era stato fissato “da altri”. Il prezzo “è quello indicato da MM – aveva chiarito il legale – poi il responsabile unico del provvedimento (il dg di Expo Angelo Paris, anche lui indagato, ndr) doveva controllare e secondo la Corte dei conti anche Ilspa sarebbe dovuta intervenire sulla congruità dei prezzi” perché aveva stipulato “un contratto di service con Expo” su tutte le gare d’appalto.