Basterà l’autocertificazione per iscrivere i propri figli al prossimo anno scolastico 2018-19. Una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate, da presentare alle scuole. Lo ha confermato la ministra della Salute Giulia Grillo, in conferenza stampa insieme al collega all’Istruzione Marco Bussetti, illustrando la circolare congiunta in merito all’obbligo vaccinale. Non sarà dunque necessario, come era previsto dalla precedente circolare di attuazione della legge Lorenzin, presentare entro il 10 luglio la certificazione ufficiale della Asl che comprovi l’avvenuta vaccinazione. A chi la accusa di essere in cima alle battaglie dei no vax, Grillo ha replicato: “Non sto in cima a niente”. E ha annunciato: “Sono in attesa di un figlio e lo farò vaccinare”.

L’annuncio dei due ministri conferma le indiscrezioni di mercoledì, dopo che la stessa Grillo aveva parlato di “semplificazione” durante il Question Time alla Camera. La novità è che accanto alle autocertificazioni, è stata anche confermata la proroga del termine del 10 luglio: “Non è più perentorio, non si perde il posto“, ha spiegato la ministra. La circolare emanata non tocca però l’aspetto generale dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, che sarà tema di dibattito parlamentare. “La legge sarà modificata da un’altra legge a firma M5s-Lega“, ha detto Grillo, spiegando che la circolare serve a snellire intanto le pratiche dei genitori per l’anno scolastico 2017-2018.

A stretto giro, tuttavia, è arrivata la nota dell’Istituto superiore di sanità, che richiama l’attenzione sull’importanza di “non compromettere l’obiettivo della tutela della salute di tutti”. L’Istituto, riferendosi alla misura adottata dal governo, ha sottolineato come “a prescindere da ciò che si intende implementare, è doveroso fare di tutto per continuare a mantenere il trend positivo in atto, al fine di garantire adeguate coperture vaccinali”.

L’Iss ha richiamato per due volte l’Italia, a partire dal 2014, sulla raccomandazione, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, di mantenere il livello delle coperture al di sopra del 95%, segnalando come nel nostro Paese si stesse verificando un calo dei soggetti vaccinati. Nella nota ha ricordato che l’attuale legge era nata per “contrastare una situazione di pericolo di epidemie di malattie gravi, potenzialmente mortali, facilitate dall’esistenza di migliaia di soggetti a esse suscettibili poiché non possono essere vaccinati. In particolare, per la vaccinazione contro il morbillo la soglia di copertura era scesa all’85% per cento, ben dieci punti al di sotto della soglia necessaria per il controllo delle epidemie”. Nonostante la legge Lorenzin, ha precisato l’Iss, “le coperture” sono sì “in aumento di un punto e mezzo percentuale per quanto riguarda il vaccino esavalente e di ben 4,5 punti per  il morbillo” ma per entrambe “il raggiungimento della soglia di sicurezza è ancora lontano“.

La ministra alla Salute, Giulia Grillo, ha spiegato che “con questa circolare abbiamo chiarito che anche quest’anno la mancata presentazione della documentazione non comporta la decadenza” del diritto a frequentare la scuola. “La maggioranza sta lavorando a una proposta di legge e per questa ci vuole tempo, in modo da fare le cose bene. In pochi giorni questo è quello che si è potuto fare”, ha chiarito la ministra.
“Le coperture rimangono un obiettivo da mantenere – ha poi specificato – L’obbligatorietà si può esprimere in modi diversi. Può essere flessibile sia nei tempi che nei modi. Ci sono trend che ci dicono che su alcuni vaccini come l’esavalente si può allentare, mentre per altri come il morbillo no. La maggioranza troverà un’intesa e ve la presenterà” .

“Un tavolo di esperti indipendenti e privi di conflitti di interesse si occuperà di raccogliere e fornire alla politica informazioni e dati sui vaccini. Questo sia per aggiornare il Piano nazionale vaccini, sia per affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale”, è stato annunciato al ministero della Salute. Il panel si occuperà di formulare un piano di intervento straordinario su eventi di rischio attuale o potenziale (piano eliminazione morbillo e rosolia), sorvegliare gli eventi avversi, monitorare e valutare gli obiettivi di copertura. Infine, si occuperà di produrre evidenze a sostegno delle scelte dei decisori. Gli esperti saranno scelti da ministero e Regioni nel campo professionale, scientifico, istituzionale e sociale. “A questo tavolo di esperti tengo molto – ha detto Grillo – perché non voglio ci siano dubbi che creino diffidenza sull’indipendenza di chi si occupa di vaccini”.

“Io in cima alle battaglie no vaccini? Non sono sto in cima a niente. Ci sono delle legittime preoccupazioni dei cittadini che devono avere risposte”. Così la ministra della Salute ha infine risposto a una domanda sulle sue posizioni in merito all’obbligo. “Sono in attesa di un figlio e lo farò vaccinare,” ha poi rivelato. “La gran parte dei cittadini ha dubbi legittimi che non sono stati sciolti dalle istituzioni sui tempi di somministrazione dei vaccini, sul loro numero. Sono dubbi di chi si preoccupa del proprio bambino. Queste situazioni si risolvono solo con informazioni e con servizi vaccinali non ridotti allo stremo”, ha continuato Grillo. “Purtroppo nella sanità si è investito sempre meno – ha osservato – e questa situazione si risolverà facilmente cambiando rotta. Le posizioni più estreme riguardano una piccolissima fetta di popolazione e lo dimostra il tasso di adesione alle vaccinazioni”.

“L’autocertificazione di per sé non è un male ma rimane un grande tema: chi garantisce che quei bambini che frequenteranno le classi della scuola dell’infanzia o dell’obbligo saranno in sicurezza? Chi farà i controlli e in quale modo? Questa domanda rimane evasa da questa circolare ministeriale”, afferma l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Dalla Toscana arrivano invece le parole dell’assessora alla Salute della Regione, Stefania Saccardi: “Avevamo già presentato una proposta di legge che riguardava le scuole non dell’obbligo, perché questa è l’autonomia della Regione, quindi asili nido e scuole materne, che introduceva quell’obbligo che poi stato introdotto dalla legge nazionale. Valuteremo eventualmente, dopo aver letto i provvedimenti del governo, se in questi termini possa essere opportuno anche far discutere e sottoporre di nuovo al Consiglio regionale la proposta di legge“, ha spiegato.