È arrivata oggi, dopo mesi e mesi, la prevista riunione dei due filoni del procedimento Ruby ter, con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari, che ha originato un unico processo a carico del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e di altri 27 imputati, tra cui la stessa Karima El Mahroug e una serie di giovani passate dalle serate di Arcore al banco dei testi nei processi sul caso Ruby. Il processo principale si era aperto nella primavera del 2017 ma di fatto aveva subito una serie di stop per attendere proprio la fine dell’udienza preliminare della seconda tranche e, in caso di rinvio a giudizio degli imputati, la riunione dei filoni in un unico dibattimento.

Il dibattimento, incardinato stamani, è stato però subito rinviato a dopo l’estate, al 24 settembre, perché le difese, tra cui quella dell’ex premier, hanno chiesto e ottenuto un termine per preparare la discussione sulle parti civili. Il filone principale del procedimento, che vedeva imputati Berlusconi e altri 23, era iniziato appunto un anno e mezzo fa ma è rimasto fermo per attendere l’altra tranche. Il pm Luca Gaglio ha provato ad opporsi al rinvio facendo notare che le richieste di costituzione delle parti civili, tra cui la Presidenza del Consiglio, erano state depositate da tempo, ma i giudici della VII penale hanno accolto le istanze delle difese.

Una nuova sezione dopo che il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, aveva designato una nuova sezione penale perché i due fascicoli erano stati assegnati ai collegi della X e della IV penale presieduti rispettivamente da Gaetano La Rocca e Maria Teresa
Guadagnino con una serie di problemi per magistrati in via di trasferimento, oppure impegnati in procedimenti molto impegnativi, e anche incompatibilità perché uno dei giudici è stato già impegnato nel filone principale di Ruby quello in cui l’ex premier era imputato per concussione e prostituzione minorile, accuse da cui è stato definitivamente assolto grazie alla legge Severino.

“Il rinvio di oggi è scandaloso, questo processo non parte mai, o è incompetenza o c’è qualcosa che non va, qualcosa sotto, e quindi voglio chiedere al ministro Bonafede e ai due vicepremier Salvini e Di Maio di intervenire, perché noi siamo qua per chiedere giustizia e abbiamo respinto tanti tentativi di corruzione” dice Imane Fadil, una delle giovani parti civili nel processo Ruby ter e testimone ‘chiave’ dell’accusa nei processi sul caso Ruby, si è espressa sull’ ennesimo rinvio del procedimento con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi e altri 27 imputati. Oggi i giudici hanno accolto le istanze delle difese, che hanno chiesto un termine per affrontare la discussione sulle parti civili, e hanno aggiornato il processo al 24 settembre. “Non c’è alcun rispetto per noi parti civili – ha detto Fadil – noi ci siamo sobbarcate tutto questo, siamo state testimoni dell’inchiesta perché la Procura ci ha chiamato e ora ci prendono in giro, siamo stanche”.  La modella marocchina ha raccontato che le cene, definite eleganti, erano ben altro: “In quella casa accadevano oscenità continue. Una sorta di setta, fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici”.