C’era una volta il populismo: e c’è ancora, tanto che se ne parla alla grande venerdì e sabato, in un apposito convegno a Padova. Il problema, semmai, è che non s’è mai capito bene cosa sia, il populismo. Una volta forse sì, perché era un’ideologia come altre. Ma oggi no: dove tutti sono populisti, come si fa a distinguerli? Prendete i protagonisti della politica italiana, tutti populisti dal primo (Berlusconi) all’ultimo (Salvini), passando per il penultimo (Renzi). “Populismo”, insomma, non indica più un’ideologia, ammesso che l’abbia mai indicata, ma uno stile di comunicazione rivolto alla pancia dell’elettorato, e a volte anche più in giù. Prendete la questione dei migranti: c’è qualcuno che la pensi diversamente dall’inarticolato «Fora d’i ball» leghista? Ma alcuni (Pd, Fi) mostrano ancora ritegno, a smarcarsi da Papa, Ue, Onu; mentre altri (Lega, Fdi) hanno perso pure quello, e lucrano sul ritegno altrui.

Così, a fare il populista, ma con ritegno pure lui, è rimasto solo il povero Gigi Di Maio. La prova vivente del fatto che il populismo, non essendo un’ideologia, ha bisogno di sposarne una, altrimenti non saprebbe cosa dire. Questa ideologia d’accatto è sempre più spesso il sovranismo: il rifiuto, urlato, dei vari poteri forti sovranazionali. Benché – dài e dài – ormai i poteri esterni siano altrettanto populisti e sovranisti di quelli interni: basti pensare ai vari Trump, Putin e Erdogan, modelli peraltro inarrivabili, per i sovranisti nostrani. Ecco spiegate, comunque, le Nozze di populismo & Sovranismo cui assistiamo quotidianamente: e anche la cannibalizzazione di Di Maio da parte di Salvini.

Fortuna che, fra il Populista e il Sovranista, c’è anche l’Avocado del pueblo. Avete presente l’avocado, il frutto più inutile della creazione, verdino, inodore, insapore, ma che dà un tocco di distinzione a ogni piatto cui si aggiunge, fosse anche l’avocado con le cotiche? Ecco: e figuratevi se si tratta di un Avocado del pueblo, come il nostro. Confessatelo: anche voi lo avevate sottovalutato. E invece era una tattica: lasciar sbattere i propri clienti (ops), ma appena la fanno fuori dal vaso metterli a posto con una bacchettata, come ha fatto ieri il Nostro con le schedature dei rom. Ne sa una più del diavolo, l’Avocado del Pueblo: al punto che c’è già chi lo chiama l’Avocado del diablo.

P.s.: Chiunque volesse, è invitato ad assistere al seminario Populismo e diritto, che si terrà a Padova il 22 giugno

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