Ci vogliono polmoni alla Maiorca per superare in profondità il mare di merda in cui ci troviamo a nuotare. Ti immergi dopo che ci è stato detto che sono i mercati a determinare non solo le politiche ma anche le composizioni dei governi. Riemergi sbuffando e vedi l’ordine mondiale costruito dagli Stati Uniti andare in frantumi per decisione degli Stati Uniti. Ti rituffi e, sull’orlo della cianosi, provi a prendere una boccata d’aria mentre navi di migranti vengono usate dai cattivi e dai buoni, come segnaposto del monopoli, bambini vengono separati dalle famiglie alle frontiere come nelle foto del ghetto di Varsavia, leggi di poliziotti che tagliano le suole delle scarpe ai profughi, di censimenti etnici.

La voglia di afferrare la palla di cannone e sprofondare è tanta. Soprattutto se frequenti i social e tasti di persona la verità di quel titolo devastante di un libro devastante come “I volonterosi carnefici di Hitler”.

La civiltà è uno strato di pelle sottile sopra sangue e budella, e la presunzione che i gloriosi anni del dopoguerra ce l’avessero ispessita come a un rinoceronte si è rivelata appunto una presunzione. Tuttavia siccome tutto ciò che è reale è razionale, qualche spiegazione dobbiamo cercarla. Mi attacco alle parole per mestiere e alla loro distorsione per dovere. Accoglienza. Che cosa è? Le feste alla stazione di Monaco per i treni dei profughi siriani due anni fa o la folla di giornalisti a Valencia? O è quello che inizia subito dopo i selfie? Noi abbiamo davvero accolto Soumaila Sacko solo per non averlo respinto? Noi di sinistra non possiamo accusare Salvini (noi “dobbiamo” accusarlo) e non implorare, disperati, il perdono per il modo in cui facciamo vivere e lavorare migliaia di Sacko nell’Italia della sinistra indignata.

Una volta, un milione di anni fa, l’esplosione irresistibile delle contraddizioni capitalistiche di cui siamo testimoni in queste ore ci avrebbe perfino entusiasmato. Da Trump all’ultimo morto di fame del Sahel il sistema collassa su se stesso in un’orgia di individualismi ed egoismi per proteggere i profitti. Ma la sinistra semplicemente non c’è. Si limita al solidarismo delle dame di San Vincenzo. All’elemosina. Qual è quella di farti sbarcare e poi escluderti dall’orizzonte fino a che uno o più non sarà costretto dall’indole, o dalla disperazione, a delinquere contro di te o contro se stesso magari sui viali notturni frequentati dai benpensanti a caccia di carne fresca. Agire contro le cause laggiù e contro lo sfruttamento là e da noi, non sia mai.

Contro le nostre guerre, contro il nostro tollerare la loro classe dirigente, la più corrotta e spregevole del mondo solo perché inonda di denaro le nostre banche offshore, stando ben attenti a far ammazzare quelli, da Patrice Lumumba a Thomas Sankara che corrotti non lo erano, contro il nostro modello economico che desertifica quel mondo. Accoglienza non vorrà dire nulla se a muoversi saranno i milioni previsti. Così come respingere non significherà nulla se non trasformarsi in un Israele grande come un Continente, pieno di vecchi, circondato dai muri da cui sparare a raffica in attesa che, come sempre, la demografia prevalga sulla demagogia.