“Quindici anni fa la metà dell’Italia era disponibile ad accogliere gli immigrati“, sostiene Enzo Risso, il direttore scientifico dell’Istituto di sondaggi Swg. “Ora ci troviamo con quasi il 70 per cento che è per politiche di chiusura“. Un cambio radicale, nella cultura e nella mentalità di un Paese, che sembra confermare la linea politica adottata dal governo Conte nella gestione dell’emergenza migranti, a partire dal caso Aquarius. Secondo gli ultimi dati di Swg il 64 per cento degli intervistati ha detto di essere d’accordo con l’ipotesi di un blocco navale per fermare o ridurre il flusso di migranti in arrivo dal Mediterraneo. Tra questi, un elettore su tre del Partito democratico.

Fra gli elettori della Lega la percentuale di chi approva lo stop agli sbarchi sulle coste italiane è altissima, al 93 per cento. Segue Forza Italia (con l’86 per cento di chi dice sì) ed è ben al di sopra della media complessiva anche il Movimento 5 stelle, a quota 75 per cento di elettori favorevoli. Ne deriva che i sostenitori delle due forze politiche di governo sono d’accordo con le scelte fatte dai rispettivi leader in materia di immigrazione.

Di fronte all’ipotesi di un blocco totale all’ingresso dei migranti in Italia, invece, secondo Swg i favorevoli scendono al 60 per cento. Rispetto al totale, gli elettori dem sono il 24 per cento contro il 90 di chi è vicino al Carroccio, il 76 per cento al partito guidato da Silvio Berlusconi e il 67 al Movimento 5 stelle. “È una domanda che tende a spaccare ma dimostra un processo lento, iniziato nel 2003 e che si sta consolidando”, spiega il direttore scientifico Risso. “Nel 2013 la metà degli italiani era per una forma di apertura o accoglienza degli immigrati. Da lì in poi si va verso forme di chiusura più netta“. Il 54 per cento degli intervistati, infatti, ha detto di sostenere una politica sull’immigrazione più orientata alla chiusura, il 25 per cento pro-apertura. Il sondaggio, spiegano dall’Istituto, è stato realizzato con i metodi Cati, Cawi e Cami su un campione di 1500 persone.