La delega alle telecomunicazioni rimarrà ai Cinquestelle. Anzi, per il momento la manterrà lo stesso ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio che ha annunciato l’accordo trovato con la Lega sul Blog delle Stelle parlando della vertenza Tim. Una crisi, ha detto il vicepresidente del Consiglio, che “ci fa capire perché è importante che ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico lavorino all’unisono. Così come è importante le delega alle telecomunicazioni, che ho deciso di tenere”. E’ solo la prima tessera che va al proprio posto in un risiko di poltrone del “sottogoverno”. Nel primo pomeriggio Di Maio ha partecipato a un vertice ristretto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con l’altro vicepremier Matteo Salvini in cui si parlerà della questione migranti, ma anche per accelerare le trattative sulle nomine di viceministri e sottosegretari. Queste decisioni sono fondamentali per comporre poi le commissioni permanenti, come richiede a gran voce l’opposizione.

Secondo quanto raccontano giornali ed agenzie l’altra posizione di peso nel governo, la guida del Cipe (il “portafogli” dei ministeri), andrà al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, a cui andrà anche lo Sport. Secondo il Sole 24 Ore per controbilanciare alla ministra del Sud Barbara Lezzi dovrebbe andare la competenza sui fondi di coesione Ue. Il capo del governo Conte invece si terrà la delega ai Servizi segreti. Da giorni è preso l’accordo di trasferire la delega al Turismo al ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio (finora è rimasta al collega della Cultura Alberto Bonisoli).

Secondo alcune ipotesi tutte da confermare, all’Economia il ministro Giovanni Tria potrebbe avere come viceministra Laura Castelli (M5s) e come sottosegretario con delega a partecipate e banche (uno snodo strategico) il fedelissimo di Davide Casaleggio, Stefano Buffagni. Secondo fonti delle agenzie di stampa a Buffagni è stato chiesto di prendere la delega alle Telecomunicazioni, ma lui ha risposto che preferisce lavorare al Mef. L’altro vice di Tria potrebbe essere Massimo Garavaglia, ex assessore all’Economia della Regione Lombardia ai tempi di Maroni. Sembrava chiusa, a favore dei Cinque Stelle la partita sull’Editoria (con in pole Primo Di Nicola rispetto a Emilio Carelli, entrambi giornalisti), ma in queste ore si sarebbero riaperti i giochi con la Lega che rivendica per sé la casella strategica.