Salvini? Nei giorni della formazione del governo ha postato il video di un immigrato che spennava un piccione in strada. Sono un animalista convinto, ma c’è una radicale differenza tra lo spennare un piccione e colpire alla testa una persona inerme che non ha altra colpa se non quella di aver tutelato e difeso i suoi compagni“. Sono le parole dell’ex titolare del Viminale, Marco Minniti, ospite di Piazzapulita (La7). “In Calabria” – continua – “Salvini sarebbe dovuto andare già da tempo, perché l’omicidio di Sacko Soumaila è un fatto gravissimo. In quelle circostanze il ministro dell’Interno prende un aereo e va sul posto”. Critica caustica anche nei confronti del presidente del Consiglio: “Conte è un vaso di coccio tra due vasi di ferro. Non è un contratto che comanda, ma una diarchia. L’immagine di Conte, che chiede al vicepresidente del Consiglio se può dire una cosa e che riceve come risposta ‘no’, è particolarmente rilevante dal punto di vista politico. Ed è stato fortunato, perché l’altro vicepresidente del Consiglio si era momentaneamente allontanato per fare un comizio. Salvini ormai è più impegnato a fare comizi che occuparsi di altro. Altrimenti Conte avrebbe chiesto il permesso anche a lui”. E rincara: “Conte, parlando di lotta alla mafia ed entrando negli affetti personali del presidente della Repubblica, ha chiamato ‘congiunto’ Piersanti Mattarella, perché non si ricordava il nome di un eroe contro la mafia. Ora il presidente Conte sta andando al G7 in Canada. Quando sarà chiuso in una stanza con un altro leader mondiale, non potrà chiamare nessuno. Come si comporterà?”