42.274 iscritti del Movimento 5 stelle hanno detto sì al contratto di governo con la Lega. Più del 94 per cento dei votanti. L’annuncio è arrivato un’ora dopo la conclusione delle votazioni sulla piattaforma online Rousseau, iniziate questa mattina. “Un plebiscito di fiducia e di entusiasmo”, ha dichiarato il capo politico pentastellato Luigi Di Maio. Al voto online, lanciato con l’hashtag #IosononelContratto, hanno partecipato 44.796 persone (più degli oltre 30mila che nel settembre del 2017 avevano consacrato lo stesso Di Maio come candidato premier del Movimento). Di queste, solo 2.522 hanno detto no al programma dell’esecutivo giallo-verde.

“Adesso mancano solo le firme e poi sarà il governo del cambiamento, perché ora c’è nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale”, si legge in un post pubblicato dal leader pentastellato sul blog. E ripercorre i punti principali del “Contratto per il governo del cambiamento”: “Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa – si legge – La Legge Fornero è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d’oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull’immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse”. Nel suo intervento, Di Maio attacca anche la stampa: “Tutti i media italiani ed internazionali, parte dell’establishment, e alcuni burocrati europei sono contro il contratto. La strada è giusta, ma il cammino non sarà facile. Coraggio o paura? La paura ti fa restare immobile, il coraggio ti dà la forza per cambiare tutto. E’ il momento del coraggio. Andiamo avanti insieme per l’Italia”, conclude.

La giornata – #IosononelContratto. I Cinquestelle avevano lanciato così il voto online degli iscritti chiamati a esprimersi sul contratto di governo con la Lega: “Oggi si è finalmente definito in tutte le sue parti il Contratto per il Governo del Cambiamento. Sono davvero felice”, ha scritto sul blog delle Stelle Luigi Di Maio. Che poi ha annunciato: “Se voi deciderete che è la strada giusta da percorrere, allora come capo politico del Movimento 5 Stelle firmerò questo contratto per far finalmente partire il governo del cambiamento”. Le votazioni sono state attive sulla piattaforma Rousseau fino alle 20 di venerdì sera: “Sono stati 70 giorni molto intensi, sono accadute tantissime cose, ma alla fine siamo riusciti a realizzare quanto avevamo annunciato in campagna elettorale. La cosa più bella è che ognuno di voi, come me, oggi possa dire: #IoSonoNelContratto”, ha continuato Di Maio. Anche la Lega farà votare i propri iscritti con i gazebo installati tra sabato e domenica, ma intanto il via libera è arrivato dal consiglio federale: nella riunione in via Bellerio non c’è stata una votazione formale, ma diversi partecipanti hanno comunque sottolineato con le loro “diverse sensibilità” le loro aspettative politiche.

“I punti M5s tutti nel contratto” – Il capo politico del M5s ha sottolineato come tutte le istanze della base pentastellata siano state inserite nel patto col Carroccio. “I nostri 20 punti sono tutti entrati nel contratto di governo e faranno parte del programma del governo del cambiamento che speriamo possa partire la settimana prossima“, ha detto Di Maio chiamando gli iscritti a esprimersi su un accordo “che vincola due forze politiche, che sono e rimangono alternative, a rispettare e fare quanto hanno promesso ai cittadini”. Molti utenti, però, hanno registrato difficoltà ad accedere al sito, a conferma dell’alta partecipazione alle votazioni (come già avvenuto in passato). “So che su Rousseau le votazioni vanno un po’ a rilento, ma questo perché siamo in tanti che vogliamo votare e questo software lo sviluppiamo anche grazie alle vostre donazioni. E’ un software che non prende soldi pubblici”, ha spiegato il leader pentastellato su facebook.

Di Maio: “Se dite sì io firmo” – Di Maio ha poi ufficializzato il suo impegno a firmare il contratto se il parere degli iscritti dovesse essere positivo: “Se voi deciderete che è la strada giusta da percorrere, nonostante quello che dicono tutti i giornaloni italiani e stranieri, nonostante qualche burocrate a Bruxelles, nonostante lo spread, allora come capo politico del MoVimento 5 Stelle firmerò questo contratto per far finalmente partire il governo del cambiamento“, ha annunciato il leader pentastellato. Che poi conclude: “Adesso è il vostro momento. Abbiamo lavorato più di 70 giorni per arrivare fino a qui e proporre quanto tutti insieme abbiamo detto in campagna elettorale. Poi questo week end i nostri attivisti, i nostri iscritti, i nostri portavoce saranno nelle piazze di tutta Italia per far conoscere i contenuti di questo contratto”. Lo stesso capo politico del M5s parlerà del patto sottoscritto con il Carroccio nel comizio di chiusura della campagna elettorale in Valle d’Aosta, dove domenica si voterà per le regionali.

La Lega lancia 1000 gazebo – La fine del lavoro sui temi è stato ribadito anche dal leader della Lega Matteo Salvini: “Giorni e notti di lavoro, tanti punti del programma della Lega e del centrodestra in questo contratto di governo. Basta bugie di giornali e tivù, ecco la realtà: vi piace?”, ha scritto su Twitter pubblicando il testo definitivo del contratto di governo. Nel pomeriggio di venerdì la Lega ha riunito il suo consiglio federale per esaminare la situazione politica in vista della formazione del prossimo governo e della consultazione dei mille gazebo che saranno allestiti nelle maggiori piazze italiane per chiedere il parere dei suoi elettori. “Sei d’accordo sulla sottoscrizione di un contratto di governo con il Movimento Cinque Stelle per proseguire e realizzare, tra gli altri, i seguenti punti?”, è scritto sulla scheda da sottoporre ai cittadini. Sotto ci sono dieci punti del programma, dall’eliminazione della legge Fornero al blocco degli sbarchi, dall’introduzione della flat tax allo stralcio delle cartelle esattoriali, dal potenziamento delle risorse delle forze del’ordine alla garanzia della legittima difesa, dal salario minimo alla lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione. E per finire la ridiscussione di tutti i trattati Ue, la proposta di rendere gratuiti gli asili nido e la nascita del ministero per i disabili.

La partita per Palazzo Chigi – Fatto il contratto, ora inizia la trattativa per riempire le caselle del nuovo governo, prima tra tutte quella del Presidente del Consiglio. Accantonati Giuseppe Conte e Giulio Sapelli, i primi nomi tecnici espressi da Cinquestelle e Lega, si va verso una figura più politica a Palazzo Chigi. “Non so se farò il premier ma il nostro leader è il programma e andrà al governo”, ha detto Di Maio. Eventualità che era stata smentita da Matteo Salvini giovedì sera. Il leader della Lega ha escluso l’ipotesi che a Palazzo Chigi potesse salire Di Maio :”Il premier? Non sarò né io nè lui“. Poi però ha aggiunto: “Per me sarebbe stato un onore guidare il governo ma i numeri sono numeri e stiamo trovando la persona più adatta a rappresentare questo governo”. Come dire: il M5s ha preso quasi il doppio dei voti del Carroccio, il nome del premier tocca a loro. Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi di un pentastellato, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro su tutti, in cambio di deleghe forti per i leghisti su migranti e sicurezza. I due leader dovrebbero salire al Quirinale lunedì per presentare al presidente Sergio Mattarella il nome del candidato per Palazzo Chigi: “Lunedì sicuramente andremo dal presidente Mattarella per rispetto, perché comunque si chiuda abbiamo fatto tutto il possibile”, ha detto il segretario della Lega.