Deve essere assolto anche in secondo grado Paolo Ligresti, figlio di Salvatore, imputato per falso in bilancio e aggiotaggio nell’ambito di un filone dell’inchiesta su presunti illeciti nella gestione del gruppo assicurativo Fonsai. Lo ha sostenuto il sostituto pg di Milano Celestina Gravina che, al termine della requisitoria, ha chiesto di confermare la sentenza di proscioglimento decisa nel dicembre 2015 dal gup di Milano Andrea Ghinetti. Un verdetto che era stato impugnato l’anno scorso dalla stessa Procura generale, che ha presentato ricorso in appello chiedendo di ribaltare la sentenza. Oggi, invece, la richiesta di assoluzione da parte del sostituto pg è stata avanzata oltre che per l’ex componente del cda di Fonsai (acquisita da Unipol nel 2012), anche per l’ex attuario del gruppo Fulvio Gismondi e per l’ex dirigente Pier Giorgio Bedogni, tutti già assolti in primo grado.

Il procedimento – il filone principale ha portato a Torino a diverse condanne – riguarda un presunto buco da 600 milioni di euro nel bilancio della compagnia assicurativa con 253 milioni di presunti dividendi ritenuti illeciti e distribuiti tra i componenti della famiglia Ligresti. La magistratura torinese ipotizzava in particolare una sottovalutazione della riserva sinistri non denunciata al mercato. Secondo il pg Gravina, invece, il ‘buco’ nella valutazione della ‘riserva sinistrì nel bilancio 2010 di Fonsai è una condotta “imprudente che ridonda sui soci e sugli azionisti di riferimento”, ma “non costituisce reato”. Nelle motivazioni del verdetto il gup aveva sostenuto che l’imputato non aveva “occultato le perdite”. Il processo è stato aggiornato al 22 maggio (altra udienza il 29 maggio).

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