La Corte d’Appello di Milano ha lievemente ridotto le condanne per l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede e per l’ex consigliera lombarda e showgirl Nicole Minetti, portandole rispettivamente a 4 anni e 7 mesi e a 2 anni e 10 mesi, nel processo d’appello bis sul caso Ruby. Al centro l’accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Il nuovo procedimento è scaturito dalla decisione della Cassazione del settembre 2015 di rinviare gli atti ad un altro giudizio d’appello per colmare alcune “lacune motivazionali” della sentenza di secondo grado.

Il sostituto pg Daniela Meliota aveva chiesto la conferma delle condanne per Fede e Minetti rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione. Le difese, che hanno comunque chiesto l’assoluzione dei due imputati, puntavano invece su una decisione di invio degli atti alla Consulta sulla legge Merlin, come è accaduto nel processo d’appello sulle escort portate, tra il 2008 e il 2009, dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio. Nell’arringa difensiva del legale della Minetti, tra l’altro, era stato detto che questo era un caso simile a quello del Dj Fabo perché l’ex starlette aveva aiutato le ragazze ospiti ad Arcore “ad autodeterminarsi”.

Intanto si va verso la riunificazione del filone principale del processo Ruby ter, quello a carico di Silvio Berlusconi e altri 23 imputati, tra cui Karima El Marhoug, con quello “fotocopia” che riguarda i versamenti più recenti dell’ex presidente del Consiglio in cambio del silenzio di quattro delle giovani ospiti delle serate ad Arcore, e cioè Aris Espinosa, Elisa Toti, Miriam Loddo e Giovanna Rigato, che si aprirà il 9 maggio. La Procura ha chiesto la riunione e il collegio presieduto da Gaetano La Rocca, in attesa che il presidente del Tribunale Roberto Bichi deciderà quale delle due sezioni disporrà la riunione, ha rinviato il procedimento al 28 maggio. All’istanza di riunificazione avanzata dal pm Luca Gaglio nessuna difesa si è opposta.