Dopo la scia di omicidi avvenuti a Londra, alla convention della National Rifle Association, la potente lobby delle armi americana, Trump definisce uno degli ospedali della metropoli una ‘zona di guerra’. E mentre nella capitale del Regno Unito si consuma l’ultimo omicidio, avvenuto la scorsa notte, le reazioni alle parole del presidente degli Stati Uniti non si lasciano attendere. Ma Trump non fa infuriare solo Londra, visto che alla convention parla anche di Parigi: “Se qualcuno fosse stato armato al Bataclan durante l’attacco del 2015 i terroristi sarebbero scappati o almeno sarebbero stati colpiti, e avremmo avuto una storia diversa”. Inevitabile la polemica: Parigi chiede rispetto per le vittime e da Londra c’è chi ricorda a Trump il numero di omicidi che avvengono ogni anno degli Stati Uniti.

GLI ULTIMI OMICIDI – Dall’inizio dell’anno sono più di 60 gli omicidi avvenuti a Londra su cui indaga Scotland Yard: la scorsa notte un 17enne è stato freddato a colpi di pistola nel quartiere di Southwark, a sud della capitale britannica. Gli agenti di polizia sono intervenuti dopo una telefonata che segnalava gli spari e hanno trovato la vittima in strada. Per lui non c’era più nulla da fare. Nelle stesse ore, tra l’altro, anche a Liverpool si è consumato un altro omicidio: un ventenne è accoltellato ed è morto durante il trasporto in ospedale.

LE PAROLE DI TRUMP DAVANTI ALLA LOBBY DELLE ARMI – Proprio ieri, alla convention di Dallas della Nra, Trump ha parlato del caso di Londra per difendere le leggi americane sulle pistole e criticare invece il livello di criminalità e, in particolare, l’utilizzo di coltelli negli episodi di violenza che si continuano a registrare. “Recentemente ho letto una notizia – ha riferito Trump – in cui si diceva che a Londra, che ha leggi incredibilmente severe sulle armi, un ospedale considerato molto prestigioso era diventato una zona di guerra per i numerosi casi di feriti per accoltellamento”. E ancora, paragonando il sistema americano con quello degli inglesi: “Non hanno armi. Hanno coltelli e comunque c’è molto sangue sui piani di questo ospedale. Coltelli, coltelli, coltelli, coltelli”. Trump ha anche mimato un accoltellamento, sostenendo che a questa frequenza di episodi violenta Londra “non è abituata e ci si sta abituando”.

LA SCIA DI VIOLENZA – Di fatto il 17 aprile scorso un 18 è stato accoltellato a Forest Gate, periferia est della capitale inglese. Inutile, anche in quel caso, l’intervento dei soccorsi. Pochi giorni prima altre due persone erano state accoltellate a morte in aggressione domestiche. A febbraio è morto così anche l’italiano Sabri Chibani, 19enne di origine tunisina ma piacentino d’adozione, ucciso nel quartiere Streatham, a sud di Londra, davanti agli occhi del fratello. Dei circa sessanta omicidi avvenuto dall’inizio del 2018, in quasi quaranta sono state utilizzate armi da taglio: 11 i minori coinvolti, quasi sempre vicini alle gang. Ed è vero che questi numeri hanno portato Londra a superare New York per in numero di omicidi avvenuti nei mesi di febbraio e marzo.

LA POLEMICA – E se la Francia esprime disappunto con François Hollande, presidente all’epoca degli attacchi del novembre 2015, che parla di gesti osceni e frasi vergognose, reazioni arrivano anche da Londra, dove Trump è atteso il 13 luglio. Una visita già rinviata in diverse occasioni, anche a causa delle minaccia di forti proteste da parte degli inglesi. Le ultime parole dell’inquilino della Casa Bianca non distendono certo il clima. Così, su Twitter, il deputato del partito laburista Charlie Falconier scrive: “Dice bugie su tutto”. E aggiunge: “Il tasso di omicidio degli Stati Uniti è oltre 5 volte più di quello del Regno Unito. Non c’è una persona in tutto il mondo (con la possibile eccezione del presidente degli Stati Uniti, e probabilmente sta mentendo) che crede che il modo per ridurre il nostro tasso di omicidio sia quello di rendere più facile ottenere le armi”. Contro le parole di Trump anche il commento, sempre su Twitter, di Karim Brohi, direttore del maggior centro traumi di Londra e chirurgo del Royal London Hospital: “Possiamo fare di più per combattere la violenza con i coltelli, ma suggerire che le armi possano essere parte della soluzione è ridicolo”. È una questione di logica: “Le ferite da arma da fuoco – dice Brohi – sono due volte più letali di quelle causate da coltelli e molto più difficili da guarire”.