All’inizio andava tutto bene. Ma, dopo i primi giorni di prova, i responsabili della Cooperativa progetto solidarietà che si occupano delle attività di pulizia della casa di riposo si sono rifiutati di farle un contratto. Perché? Alcuni ospiti della struttura si sono lamentati del colore della sua pelle. “Non ci piaci, sei nera”, si è sentita dire Fatima Sy, 40enne di origini senegalesi, stando a quanto ha raccontato il Corriere adriatico. La donna ha poi spiegato all’Ansa: “Mi hanno detto che il contratto non si poteva fare non per questioni lavorative ma per il colore della mia pelle che, a loro dire, avrebbe infastidito alcuni anziani. Davanti a me non hanno mai fatto alcun tipo di commento razzista, anzi dopo soli quattro giorni già gli anziani mi riconoscevano e mi chiamavano per nome. A mio avviso qualcuno non si è comportato in modo leale. All’inizio dovevano essere due giorni di prova non retribuiti, poi ne ho fatti altri due al termine dei quali mi hanno chiesto la documentazione per stipulare il contratto. Poi mi hanno detto che non si poteva fare e non per questioni lavorative”.

La vicenda è avvenuta nella struttura assistenziale Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia (Ancona), in pieno centro storico. La donna, residente in città da oltre quindici anni e con due bambini a carico in Senegal, era in prova come operatrice socio-sanitaria. Alcuni ospiti non hanno apprezzato la sua presenza e per questo motivo, scrive il quotidiano locale, i responsabili del servizio di pulizie hanno pensato di non farle il contratto e di “inserirla in un’altra realtà meno ostile“.

Il presidente della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti che gestisce l’ospizio ha assicurato a Skytg24 che alla donna sarà trovato un altro impiego. “Non è nello spirito dell’Opera Pia discriminare, da noi lavorano persone di sette, otto nazionalità diverse e abbiamo più di 15 dipendenti di colore”, ha dichiarato Mario Vichi. La sua tesi è che non ci sia stata comunicazione tra l’Opera Pia e la Cooperativa. “Hanno deciso senza informarmi ed è nata questa situazione spiacevole”, ha aggiunto Vichi. “Ma dobbiamo anche rispettare gli ospiti della casa di riposo, alcuni sono molto anziani o malati e non possiamo rimproverarli per quello che dicono”.