La Lega insiste per cercare un dialogo con i 5 stelle e far partire un governo, Luigi Di Maio ribadisce l’insormontabile veto su Silvio Berlusconi. Quindi chiede il voto anticipato e alza i toni. “Si è piegato all’ex Cavaliere solo per le poltrone”, scrive su Twitter in mattinata rilanciando un post del leghista del 2012 in cui diceva “no a possibili assi con Forza Italia”. Poi sul Blog delle Stelle rilancia: “Non resta che tornare subito al voto. Noi non abbiamo alcun problema nel farlo perché ci sostengono i cittadini con le piccole donazioni. Altri invece si oppongono perché, tra prestiti e fideiussioni, magari hanno qualche problemino con i soldi. Ma l’Italia non può rimanere bloccata per i guai finanziari di un partito. Al voto”. Lui taglia corto: “Non rispondo a insulti e sciocchezze su soldi e poltrone, per noi lealtà e coerenza valgono più dei ministeri. Voglio dare un governo agli italiani, se i grillini preferiscono litigare lo faremo da soli. Bloccare anche la partenza dei lavori delle commissioni parlamentari è da irresponsabili”. In serata è più chiaro: “Figurarsi, tutto quello che faccio lo faccio con la mia testa. Senza una lira, abbiamo chiesto prestiti a candidati e sostenitori. Se viene scambiato per ricatto e opportunismo, querelo“. Ma “a sera inoltrata”, scrive il Corriere della Sera, il leader della Lega smorza i toni: “Ma no, non querelerò Luigi Di Maio…non oggi”. E aggiunge: “Ma da domani chiunque si permetta di fare senza senso illazioni sulla Lega, chi parla di prestiti, ricatti e quant’altro può invece contarci. Incluso Di Maio”.

Se il fronte Partito democratico-M5s è ormai chiuso, in attesa di difficili evoluzioni dalla direzione Pd, ancora c’è chi guarda alle mosse del centrodestra e ai difficili contatti con il Movimento. Matteo Salvini, che solo ieri sera ha detto di voler chiedere il pre incarico a Sergio Mattarella, continua a lanciare appelli ai grillini, che però vengono rispediti al mittente. Poco dopo Di Maio è stato il turno del fedelissimo Stefano Buffagni, che su Facebook ha scritto: “Serve lavorare per creare un futuro per il paese, mentre il parlamento è immobile preda dei blocchi granitici che difendono il passato. Salvini vuoi cambiare il Paese o vuoi giocare solo con le ruspe mentre blocchi il risorgimento e garantisci solo la restaurazione?”. Una provocazione destinata per ora a cadere nel vuoto. Sono poche infatti le speranze che una delle due parti riveda la sua posizione e a decidere davvero il prossimo scenario sarà Sergio Mattarella.

Lo scontro tra Lega e M5s è stato ancora una volta a distanza. Salvini in mattinata ha fatto un nuovo appello: “Sono umilmente a disposizione da oggi pomeriggio”, ha detto, “quando e dove si vuole, con chi si vuole, in diretta o non in diretta, a sederci attorno a un tavolo con il M5s partendo dalla riforma delle pensioni, del lavoro, del sistema fiscale, del sistema giudiziario, del sistema scolastico, punto per punti, senza professoroni, per decidere come si fanno queste riforme”. A lui ha risposto Di Maio su Twitter: “Non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone. Si torni subito al voto!”. Il capo politico M5s ha postato una dichiarazione del leader leghista del 2012 in cui diceva “no a possibili assi tra Carroccio e il Cavaliere”, ma anche “nessun leghista è disposto a puntare ancora su un’alleanza con Berlusconi”.  Salvini ha risposto poco dopo:

 

Difficile capire cosa succederà ora. Renzi ha chiesto un governo di tutti per fare la riforma della legge elettorale e, addirittura, valutare interventi alla Costituzione. Il Carroccio non intende votare esecutivi del presidente, ma ha dato disponibilità a valutare modifiche alla legge elettorale: “Noi siamo disponibili”, ha detto, “a prendere l’attuale legge elettorale e a mettere un premio di maggioranza che garantisca a chi prende un voto in più di governare, non vogliamo perdere due anni di tempo, l’unica modifica possibile è prendere questa legge elettorale aggiungendoci due righe sul premio di maggioranza”. E poco dopo, ha anche aggiunto: “Farò tutto il possibile fino all’ultimo minuto per dare un Governo che duri cinque anni agli italiani, per occuparci dell’emergenza del Paese che è il lavoro”.

Di Maio però, almeno per il momento, non sembra disponibile a riaprire le trattative. E il problema è sempre Silvio Berlusconi: “Salvini ha avuto l’occasione di mettersi al lavoro per i cittadini”, ha scritto sul Blog delle Stelle, “e realizzare finalmente delle soluzioni per i problemi che tutti gli italiani attendono da anni, ma ha preferito Silvio Berlusconi al bene del Paese. Ed è incredibile, considerata l’umiliazione che gli ha inflitto al Quirinale quando Salvini ha fatto il microfono per la ‘voce del padrone’. Ha scelto di rimanere con l’alleato che fino a poco tempo fa rinnegava, con quello che definiva un ‘condannato’ che stava al governo con il Pd”. Quindi l’attacco al leader del Carroccio: “Per il Movimento 5 Stelle non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini che continua a riproporre questa soluzione, sta prendendo in giro gli italiani. Per oltre 50 giorni abbiamo provato a dare a questo Paese un governo del cambiamento e lo abbiamo fatto coerentemente con quanto sostenuto in campagna elettorale, senza rinunciare ai nostri valori e battaglie, ma con la volontà di far partire un governo vincolato da un contratto”.