Due giorni di scioperi degli avvocati penalisti contro la mancata approvazione della riforma sull’ordinamento penitenziario e la scelta delle Commissioni speciali parlamentari di non occuparsene. Mentre il Parlamento non decide e nonostante siano già scaduti i 10 giorni in cui gli organi avrebbero dovuto esprimersi, ancora non si ha notizia del provvedimento. Sul tema lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella era intervenuto per chiedere alle Camere, vittime delle stallo politico di queste settimane, che non accantonassero il decreto. Anche per questo l’Unione della Camere penali ha deciso di proclamare la mobilitazione nazionale e, tra le varie iniziative, il 3 maggio ci sarà una manifestazione a Roma e un flash mob sulle scale del Palazzo di Giustizia di Milano. La protesta è stata decisa dalle Camere Penali del Distretto della Corte d’Appello di Milano: “Si tratta di una riforma fondamentale che cerca di dare piena attuazione al principio costituzionale del finalismo rieducativo della pena”, sostengono gli avvocati milanesi”. E l’urgenza di approvarla, sostengono, è confermata dall'”aggravarsi della situazione di sovraffollamento carcerario, anche nel Distretto di Milano, come dimostra la recente morte di un detenuto nel carcere di Busto Arsizio”.

Intanto oggi, a causa dello sciopero, a Milano è slittato il processo all’ex vice presidente della Regione Lombardia Mario Mantovani e altre 12 persone accusate a vario titolo di corruzione, concussione e turbativa d’asta. A segnalarlo è stata l’agenzia Ansa che ricorda, è saltato anche il giudizio sul presunto rapimento della modella inglese Chloe Ayling. A difendere lo sciopero e a chiedere che ci sia al più presto un intervento della politica nel merito è stato il presidente dell’Unione delle Camere penali Beniamino Migliucci: “Il presidente della Camera Roberto Fico“, ha dichiarato, “nei giorni scorsi ha fatto una apertura che abbiamo apprezzato dicendo ‘ne discuta la Commissione Speciale’. Il ministro Orlando ha avanzato al governo la richiesta di procedere comunque. Due possibilità per sbloccare la situazione, nessuna però si è avverata. La nostra manifestazione serve a chiedere alla politica di provvedere in un modo o nell’altro“. Fico era stato invitato alla manifestazione del 3 maggio, ma non potrà esserci per impegni istituzionali. “Fico ci ha fatto però sapere che apprezza la nostra riflessione”, ha concluso.