Giovanni Simeone affossa i sogni scudetto del Napoli, una settimana dopo la vittoria all’Allianz Stadium contro la Juventus. La Fiorentina vince grazie a una tripletta del giovane attaccante argentino, protagonista assoluto perché è lui a provocare l’episodio che indirizza il match dopo una manciata di minuti: viene atterrato da Koulibaly, proprio lui, l’autore del gol-vittoria a Torino, in avvio e l’arbitro Mazzoleni prima decreta il rigore e sventola il giallo, poi si consulta col Var e torna sui suoi passi. Toglie il rigore alla Viola, perché il fallo è avvenuto fuori area, ma contestualmente trasforma l’ammonizione in espulsione perché ritiene che sia stata interrotta una chiara occasione da rete. Un episodio simile a quello che sabato sera ha visto per protagonisti Orsato e Vecino durante Inter-Juventus.

Entra Tonelli per Jorginho e da quel momento è solo Fiorentina. I Viola creano diverse palle gol, sia con Chiesa che con il Cholito. Ed è proprio Simeone al 34′ a piazzare la zampata lanciato da Biraghi: l’argentino salta Mario Rui e supera Reina con il sinistro. Il Napoli non reagisce, è compassato. E anche nel secondo tempo la Fiorentina va. Sarri prova a cambiarla con gli ingressi di Zielinski e Milik per Hamsik e Mertens, ma la squadra di Pioli continua a gestire la gara.

Il raddoppio arriva al 17′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Calcia Saponara, Badelj viene murato prima da Hysaj e poi da Reina, ma sulla seconda respinta Simeone è il più veloce di tutti e mette alle spalle del portiere. A un quarto d’ora dalla fine, il tabellino racconta molto del match: 22 tiri della Fiorentina, nove dei quali tra i pali, e appena 4 del Napoli che non riesce mai a impensierire Sportiello. All’ultimo minuto, la ciliegina: ancora Simeone su assist di Cristoforo fissa il risultato sul 3-0. Finisce senza scossoni, almeno sul campo. Perché fuori, invece, cambia tutto. Grazie alla rimonta nel finale a San Siro, la Juventus si porta a +4 in classifica quando mancano tre partite al termine del campionato. Se non è una distanza di sicurezza, poco ci manca.