Aumento delle tariffe cimiteriali per cremazioni di salme provenienti “da fuori comune” e piccole economie di spesa su asili nido e rsa: è grazie anche a questi interventi che il Comune di Livorno guidato dal sindaco pentastellato Filippo Nogarin è riuscito a trovare le risorse per lanciare anche quest’anno il bando del Reddito di cittadinanza locale, un assegno di 200 euro al mese per un anno in favore di 180 beneficiari. Proprio poche ore dopo l’apertura del bando l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – ne dà notizia Il Tirreno – ha però protocollato la sua lettera di dimissioni. I motivi non sono chiari, ma secondo il quotidiano livornese tra lei e il primo cittadino “c’è stata un’accesa lite” proprio sulle coperture della misura. Dhimgjini non ha per ora rilasciato dichiarazioni. “L’assessora e io – ha spiegato invece Nogarin – ci siamo presi un paio di giorni per riflettere, capire il perché di questa lettera e sciogliere il nodo. Due giorni e deciderò insieme a lei se accettare o respingere le dimissioni”.

Aumento tariffe cimiteriali e piccoli risparmi su asili nido e rsa – L’edizione 2018 del Reddito di cittadinanza prevede uno stanziamento complessivo pari a 450mila euro: tutto ciò – afferma il sindaco – “senza tagliare altri servizi strategici di assistenza alla persona”. Ai circa 200mila euro fissati inizialmente nel bilancio di previsione si aggiungono le risorse stanziate dalla giunta nella variazione di bilancio dello scorso 17 aprile: per la copertura finanziaria del Reddito di cittadinanza si utilizzerà il “previsto incremento” di 230mila euro derivante dall’aumento delle tariffe cimiteriali relative ai diritti d’ingresso per le cremazioni di salme provenienti “da fuori comune” (la tariffa passa dai 15 ai 100 euro per le salme e dai 10 agli 80 euro per i resti mortali), i circa 22mila euro recuperabili “a fronte di economie nella spesa per acquisto di beni di consumo nella missione relativa agli asili nido” e poco più di 15mila euro grazie a “un’economia sui contratti di servizio pubblico per le rsa“.

“Aumentato il budget e i beneficiari” – “Rispetto al 2016 – afferma Nogarin – abbiamo aumentato il budget di un terzo, quasi raddoppiato il numero di beneficiari e raddoppiato la durata”. L’edizione 2016 prevedeva infatti uno stanziamento di 300mila euro per garantirne 500 per 6 mesi a un centinaio di beneficiari mentre nel 2017 se ne stanziarono 400mila – un quarto di questi reperiti grazie al contributo ministeriale per l’assistenza ai profughi in città – in favore di 358 soggetti beneficiari di un assegno tra gli 80 e i 220 euro per 9 mesi in relazione alla composizione del nucleo familiare.

Fino al 18 maggio per fare domanda. Assegno cumulabile con il Rei – Le domande per beneficiare dell’assegno potranno esser presentate dal 24 aprile fino al prossimo 18 maggio. Il Reddito di cittadinanza 2018, aveva spiegato Dhimgjini, sarà cumulabile con il Rei, il Reddito di inclusione introdotto dal governo: “In questo modo gli indigenti e chi vive in condizioni di particolari difficoltà potranno beneficiare di un contributo più sostanzioso in grado di dare loro l’ossigeno necessario a rimettersi in piedi”.

“Importante per rimettersi in gioco” – Secondo Nogarin il Reddito di cittadinanza “è uno strumento efficace soprattutto per chi vuole rimettersi in gioco”. Duecento euro al mese non sono di certo “sufficienti a vivere di rendita ma sono essenziali per superare momenti di difficoltà e dare serenità necessaria a reinserirsi nel mondo del lavoro“. Il sindaco poi punta il dito contro la normativa nazionale: “E’ necessario creare un sistema virtuoso di formazione e opportunità lavorative al cui interno inserire i beneficiari del reddito di cittadinanza. Bisogna farlo partendo dalla riforma dei centri per l’impiego e del sistema della formazione”.

Opposizioni all’attacco: “Elemosina elettorale, demagogia, propaganda” – A parlare di “demagogia pura” è Elisa Amato, consigliera comunale di Forza Italia: “I cittadini – dichiara la forzista al fattoquotidiano.it – hanno bisogno di lavoro, non di questo specchietto per le allodole“. “Misura propagandistica e superficiale”, ha attaccato nei giorni scorsi Andrea Romano, parlamentare livornese Pd. Critico anche Pietro Caruso, capogruppo Pd in Comune: “Il Reddito di cittadinanza a Livorno non esiste. Non è mai esistito. Non è nient’altro che un cambio di nome a misure preesistenti”, dichiara al Fatto.it. Il Pd anche negli anni scorsi aveva infatti sempre accusato il M5S di recuperare le risorse per il Reddito di cittadinanza da tagli allo stesso bilancio del sociale o grazie a una rimodulazione di alcune voci (accusa sempre rispedita al mittente dai pentastellati). Marco Valiani, consigliere della lista civica “Livorno bene comune”, parla invece di “mancetta” e “elemosina elettorale varata per raccattare voti in vista delle prossime elezioni amministrative”.

Le regole: chi può accedere, cosa comporta – Per il Reddito di cittadinanza 2018 – spiegano da Palazzo civico – potrà far domanda un unico componente per nucleo familiare. Per beneficiarne bisogna essere “cittadini italiani, o di paesi Ue o se extracomunitari, si deve essere in possesso di Carta di soggiorno“. È inoltre necessario essere residenti nel Comune da almeno 5 anni, avere un’età superiore ai 29 anni, essere disoccupati e iscritti al Centro per l’Impiego. Non potrà beneficiare dell’assegno chi già percepisce Naspi o altri ammortizzatori sociali a fronte di disoccupazione. L’Isee del nucleo familiare di riferimento non dovrà inoltre superare i 3mila euro. Niente assegno anche per chi possiede seconde case o “auto di grosse dimensioni acquistate nell’ultimo anno”. Chi accede al Reddito di cittadinanza – spiegano ancora da Palazzo Civico – dovrà “fornire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti eventualmente gestiti dal Comune, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”. Ai beneficiari verrà infatti chiesto di mettere a disposizione fino a un massimo di 8 ore settimanali.