Nella crisi siriana l’Italia potrebbe avere un importante ruolo di mediazione, come quando a Pratica di Mare nel 2002 l’Alleanza atlantica si aprì per la prima volta anche alla Russia per il vertice Nato. Ma per farlo il nostro paese ha bisogno di “un governo italiano autorevole”, che “potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione, perché l’Italia proprio nel Mediterraneo ha grandi interessi in gioco ma ha anche un ruolo strategico imprescindibile. Mi auguro che tutte le forze politiche responsabili se ne rendano conto”. Silvio Berlusconi lo scrive oggi in una lettera al Corriere della Sera, all’indomani dell’attacco congiunto su Damasco di Usa-Francia-Gran Bretagna per rispondere all’uso delle presunte armi chimiche fatto da Assad lo scorso 7 aprile. E pur ribadendo l’alleanza con gli Stati Uniti, invita al dialogo con Mosca. “Continuo a credere, da occidentale che ama l’America e l’Europa, che la Russia di Putin vada vista come un partner strategico e non come un avversario“.

“Quindici anni fa – continua il leader di Forza Italia – il nostro governo mise intorno a un tavolo, a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa, in uno storico accordo che avrebbe potuto inaugurare una nuova epoca, di alleanza e non più di contrapposizione”. Un accordo del quale aveva parlato anche Salvini – affiancato dall’ex premier – all’uscita delle consultazioni del Quirinale. Per l’ex Cavaliere, inoltre, “di fronte a una situazione complessa e drammatica come quella che si è determinata in Siria non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra, ma di ragionare e di agire su una possibile soluzione per evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione. Per questo l’Italia avrebbe bisogno al più presto di un governo nella pienezza dei suoi poteri”. Un esecutivo che non deve essere “uno qualsiasi, con una qualsiasi maggioranza parlamentare, ma un governo autorevole sul piano interno e internazionale, interlocutore riconosciuto e capace di farsi ascoltare delle maggiori potenze”.

Berlusconi poi sottolinea che “la nostra leale e indiscussa amicizia prima di tutti verso gli Stati Uniti porrebbe l’Italia, se non ci trovassimo nell’attuale condizione di paralisi, in grado di esercitare un ruolo e dare dei suggerimenti che i nostri alleati avrebbero il dovere e l’interesse di ascoltare”. Ma il giudizio su Assad è netto: il suo è “un governo dittatoriale e crudele, con alleati molto pericolosi e gli va assolutamente impedito” l’uso di armi chimiche”, ma “non vi è una prova univoca in questo senso”. Ed evidenzia come “l’intervento diretto della Russia ha evitato che si ripetesse in Siria quanto è accaduto in Libia con Gheddafi“.