La polizia tedesca ha arrestato a Berlino sei persone che stavano per compiere un attentato con dei coltelli durante la Mezza Maratona che si correva la mattina di oggi, domenica 8 aprile, per le strade della capitale. A confermare la notizia pubblicata dal quotidiano Die Welt – che però parlava di quattro fermi – un tweet della Bundespolizei. Le persone arrestate, di età compresa tra i 18 e 21 anni, sono legate agli ambienti di Anis Amri, l’autore della strage ai mercatini di Natale di Breitscheidplatz del dicembre 2016. Secondo il giornale tedesco, erano pronti a vendicare proprio il killer di Berlino, ucciso dalla polizia italiana, tre giorni dopo l’attentato, a Milano. In uno dei loro appartamenti perquisiti dagli agenti, i cani addestrati per trovare esplosivi sono stati mandati nel seminterrato. Quella casa nella parte occidentale della capitale era già stata perquisita anche due anni fa, proprio dopo l’attacco che aveva ucciso 12 persone.

Uno dei quattro uomini fermati dalla polizia era tenuto sotto sorveglianza dalla polizia ormai da diverso tempo. Secondo quanto riferisce la polizia, era in possesso di due coltelli affilati con cui avrebbe dovuto compiere l’attentato, colpendo i corridori e gli spettatori durante la Mezza Maratona: nella capitale c’erano circa 32mila partecipanti alla gara. Secondo fonti di sicurezza, l’uomo voleva così vendicare la morte del suo confidente Amri. Un alto dirigente della polizia ha detto a Die Welt che “sono ancora in corso le valutazioni”.

La rete di Amri in Italia – Poco più di una settimana fa una vasta operazione anti-terrorismo condotta da personale appartenente alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e alle Digos di Roma e Latina aveva portato a cinque arresti di persone legate proprio alla rete italiana di Amri. Le accuse: addestramento e attività con finalità di terrorismo internazionale, associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini erano partite dagli accertamenti svolti all’indomani dell’attacco di Berlino visto che Amri era stato ospitato da un suo connazionale ad Aprilia (Latina) nel 2015. Gli approfondimenti hanno permesso di ricostruire la rete relazionale del terrorista tunisino nel periodo della sua permanenza in Italia fino alla partenza per la Germania avvenuta il 2 luglio 2015. In questo quadro, sono stati nel tempo individuati e monitorati vari stranieri gravitanti nell’area pontina e nel territorio della Capitale, alcuni dei quali espulsi con provvedimenti del ministro dell’Interno in quanto ritenuti una minaccia per la sicurezza dello Stato.