Scontro concitato a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Carlo Tecce, e Maurizio Paniz, avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia. Tecce ricorda la celebre tesi portata in Parlamento e sostenuta dall’avvocato, secondo cui Berlusconi intervenne a difesa di Ruby, telefonando alla Questura di Milano la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, perché la riteneva la nipote dell’allora presidente egiziano Hosni Mubarak. Paniz commenta: “Ringrazio molto il giornalista del Fatto per aver ricordato il mio intervento alla Camera per la vicenda Ruby, perché, come tutti sanno, la Corte d’Appello prima e la Corte di Cassazione poi mi hanno dato totalmente ragione. Quindi, avevo visto prima quello che sarebbe successo dopo, quando tutto il mondo sosteneva la tesi del tribunale di Milano, che pensava che io raccontassi favole. In realtà, la verità è stata ristabilita“. La conduttrice Lilli Gruber obietta: “E’ stato indimenticabile il momento in cui la Camera votò la sua mozione, secondo cui Ruby fosse nipote di Mubarak”. “Rimane un grande ricordo” – risponde Paniz – “Però lei dovrebbe dire le cose come stanno. Ho detto che era legittimo il convincimento del presidente Berlusconi che Ruby potesse essere la nipote di Mubarak. E questa sottigliezza ha portato Berlusconi all’assoluzione”. Poi si sofferma sui vitalizi, da lui strenuamente difesi: “Le regole vanno rispettate per tutti. Non bisogna colpire solo una categoria, ma tutte“. Tecce osserva: “Paniz ha maturato un vitalizio (2200 euro netti al mese, ndr) con due legislature e mezza, cioè con 12 anni di contributi. Quello che dice Paniz mi convince ancora di più sul fatto che la battaglia contro i vitalizi sia giusta. Sentirlo disprezzare gli altri pensionati mi ha davvero traumatizzato. E il fatto che lui non ricordi l’entità del suo vitalizio lo trovo vergognoso“. “Non ho assolutamente disprezzo nei confronti di nessuno” – ribatte l’ex parlamentare – “ed è abnorme che il giornalista del Fatto si permetta di dire una cosa del genere. Le categorie si penalizzano tutte o non si penalizza nessuna. Non si prende a spunto una categoria per lanciare un messaggio populista che serve soltanto ad aizzare la pancia della gente”. E aggiunge: “La casta politica si è meritata molti improperi, perché non sempre ha fatto il proprio dovere. All’interno del Parlamento sono entrate persone che non meritavano di avere un ruolo così significativo. Io sono contrario ai delinquenti e alle persone condannate in Parlamento