Lo hanno ammazzato in una strada di campagna con tre o quattro colpi di pistola. È stato ucciso così Angelo Carità, imprenditore agricolo di Licata, in provincia di Agrigento. L’uomo era salito in macchina in via Palma, una strada di campagna del comune agrigentino. Il killer lo ha raggiunto aprendo il fuoco e uccidendolo.

I carabinieri della compagnia di Licata e quelli del reparto operativo di Agrigento hanno avviato le indagini. All’inizio dello scorso febbraio Carità era stato condannato all’ergastolo dalla corte di Assise di Agrigento, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, che aveva accolto le richieste del pubblico ministero Salvatore Vella. Era accusato di avere ucciso un conoscente, Giovanni Brunetto, di tre anni più giovane, e di avere in seguito – stando sempre all’accusa -sotterrato il suo cadavere nel maggio del 2013. Su istanza degli avvocati Vincenza e Nino Gaziano, Carità era però libero per decorrenza dei termini cautelari.

All’origine dell’omicidio di Brunetto vi sarebbe stato un contrasto di natura economica. Pare che la vittima avesse prestato a Carità, nel corso degli anni, diverse decine di migliaia di euro – oltre 40mila – per un presunto investimento ereditario di cui in futuro sarebbe stato ricompensato. In realtà però si sarebbe trattato di una truffa e quando Brunetto se ne accorse pretendendo la restituzione sarebbe stato ucciso e sotterrato nel terreno di un avvocato del tutto inconsapevole dei fatti.

Gli investigatori riuscirono ritrovare il cadavere di Brunetto il 28 ottobre 2013 dopo mesi di ricerche nel terreno agricolo, di contrada Casalotti, di cui Carità aveva la disponibilità e dove erano stati effettuati lavori di movimento terra e spostamento di alberi con escavatori in epoca di poco antecedente alla scomparsa di Brunetto. La salma dell’imprenditore agricolo fu riconosciuta, in maniera inequivocabile, dai figli. Ad incastrare il presunto autore del delitto, all’inizio dell’inchiesta, furono anche le celle telefoniche che l’avrebbero localizzato insieme ad un complice, anche lui arrestato, nelle ore precedenti alla scomparsa, dove fu ritrovata l’auto di Brunetto: lungo la statale 123, fra Canicattì e Licata, in territorio di Naro.