I cittadini non hanno solo la possibilità di visitare i musei. Possono anche decidere di aprirne uno. Come? Avendo le idee chiare e dandosi da fare per trovare le risorse necessarie. Proprio come è accaduto a Castel Goffredo, centro di 12mila abitanti del mantovano, uno dei distretti più importanti nel settore della calzetteria femminile, dall’ottobre 2017 sede del Mast, il Museo di arte, storia e territorio. “Una collezione preziosa per raccontare arte e storia della città dall‘Età Longobarda alla fine del Cinquecento”, si spiega nel portale web del Museo. Non solo “una ricchissima ed eclettica collezione museale”, ma anche “un patrimonio archivistico e librario, risalente al Quattrocento, costituito dall’Archivio Storico della parrocchia e della Antica Libreria del Clero di Castel Goffredo”, oltre ad “una moderna biblioteca di Storia dell’Arte, con una sezione dedicata alla scultura lignea”.

Ma la particolarità non è questa. “Il nostro non è un museo civico, né un museo di arte sacra; il Mast è della comunità”, spiega la direttrice Barbara D’Attoma. Il nuovo spazio museale è un luogo della cultura atipico. Senza spese di gestione, dal momento che a provvedere sono i volontari. Senza finanziamenti statali. “Abbiamo circa 200 soci. Ma soprattutto abbiamo 25 persone che svolgono la mansione di custodi, qualcuno lavora ancora, mentre qualcun altro è in pensione. Poi ci sono le 10 guide, in molti casi laureati, oppure in procinto di laurearsi in storia dell’arte”. Corrado Bocchi è il direttore esecutivo del Gruppo San Luca onlus, l’associazione che gestisce il Museo e che dal 2000 opera per la tutela, il restauro, la promozione e la valorizzazione culturale dei beni di valore storico e artistico della Parrocchia di Sant’Erasmo in Castel Goffredo e del territorio. Sono loro i protagonisti di questa storia, una associazione e una parrocchia. Hanno raccolto più di 1 milione e 250 mila euro nel corso di un decennio.

Per circa 700mila euro ha provveduto il Gruppo San Luca, attraverso donazioni, tra cui quella della Fondazione Cariplo, e iniziative di ogni tipo. Cene di piazza, sagre, vendita di prodotti tipici, fiere del libro come Libri sotto i portici, il più grande mercato mensile del libro usato in Italia, che si svolge ogni prima domenica del mese. Fino al crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi attraverso la piattaforma online innamoratidellacultura.it. Così si sono raccolti oltre 30mila euro per l’allestimento. Gli ulteriori 550mila euro sono stati offerti dalla Parrocchia. Soldi impiegati per il restauro, a partire dal 2014, delle architetture che ospitano il Museo. Due immobili del XV-XVI secolo, Palazzo della Prevostura ed ex Palazzo Negri, ora Casa Canonica.

“Il progetto è completo a metà. Per ora sono aperti il piano terra e il primo piano”, spiega ancora la Direttrice Barbara D’Attoma. Nei prossimi anni dovrebbe aprire anche il secondo piano, completando il racconto dal 1600 ad oggi. Mentre è prevista una sezione riguardante anche l’età antica, in particolare preistorica e romana“. Il problema? Servono almeno 300mila euro. “Non sarà facile, ma dobbiamo riuscirci. Per Castel Goffredo e per il suo territorio”, dice Bocchi. D’altra parte, il Museo “funziona”. Nei primi tre mesi di apertura sono stati oltre 600 i visitatori. Con l’avvio delle attività didattiche, l’intrecciarsi di relazioni con gli Istituti scolastici, i numeri sembrano destinati a salire.