Un’apertura sul metodo da parte del Partito democratico e della Lega Nord, la richiesta di avere la guida di Montecitorio per iniziare con la delibera per il taglio dei vitalizi e la coalizione di centrodestra già spaccata. È questa la sintesi degli incontri avuti dai capigruppo M5s con i rappresentanti delle altre forze politiche. Dopo che il 14 marzo Matteo Salvini aveva dato il via alle telefonate di contatto con i partiti avversari, oggi i due delegati 5 stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno visto Pietro Grasso per Liberi e Uguali, Maurizio Martina e Lorenzo Guerini per il Pd, Giancarlo Giorgetti per la Lega NordRenato Brunetta per Forza Italia e hanno telefonato alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. I colloqui, sostengono i 5 stelle, si sono svolti in un clima “positivo” e senza “ostilità da parte di nessuno”: “C’è un’apertura al ragionamento, al dialogo”, hanno dichiarato davanti alle telecamere. Per il Pd si è espresso Lorenzo Guerini, parlando di “un primo incontro interlocutorio“: “Un primo sguardo d’orizzonte sul metodo da seguire e sulla necessità che si ragioni di profili autorevoli e di garanzia. Un confronto che dovrà proseguire nella prossima settimana prima di poter arrivare a qualsiasi approdo”. Appuntamenti confermati anche da Toninelli. E l’ex capogruppo Ettore Rosato è andato oltre: “Il Pd non chiede niente ma se i profili sono adeguati non c’è preclusione a votare nomi proposti da chi ha vinto le elezioni se sono all’altezza del ruolo”. Dove c’è già tensione è in casa del centrodestra: “La coalizione si è presentata in ordine sparso e non con unico interlocutore“, hanno specificato i due portavoce M5s. “Penso che il centrodestra compatto debba rivendicare almeno una delle due presidenze perché parliamo sempre della prima coalizione, non solo una forza all’interno del centro-destra” ha detto invece Giorgia Meloni al Tg3.

Nel corso del punto stampa, Grillo e Toninelli hanno spiegato quanto riportato agli altri partiti: “Abbiamo ribadito alle forze politiche“, ha esordito Grillo, “di voler indicare le presidenze delle Camere slegando queste nomine dalla questione del governo e facendo sì che si tratti di nomi rappresentativi della volontà popolare che ha indicato nel M5s la prima forza politica del Paese e abbiamo registrato l’apertura sia del Pd che della Lega sul metodo”. Quindi hanno ribadito la volontà di guidare Montecitorio: “È giusto che la presidenza della Camera vada al M5s. Abbiamo chiesto di avere un presidente della Camera perché vogliamo che alla Camera”, che ha un numero maggiore di parlamentari, “si parta con la delibera sui vitalizi“. Al termine del punto stampa, a chi ha chiesto se ci sia stata un’apertura su questo punto Grillo ha replicato: “Beh, visti i numeri…”.

Da segnalare anche la decisione dei 5 stelle di incontrare due interlocutori per la coalizione di centrodestra, uno per la Lega Nord e uno per Forza Italia, nonostante in un primo momento gli alleati avessero incaricato il solo Matteo Salvini. “Il centrodestra”, ha spiegato Toninelli, “non si è presentato con un unico interlocutore, di conseguenza abbiamo ritenuto utile parlare con tutte le componenti del centrodestra. Per noi è importante ribadire che per la prima volta per un’elezione così importante si segue un percorso trasparente, alla luce del sole, perché le figure che devono essere elette devono essere figure che facciano partire bene i lavori del Parlamento. Ed è fondamentale che vengano svincolate dalla formazione di qualsiasi maggioranza”. Toninelli ha anche specificato che non si è parlato di nomi, ma solo di modalità di operazione: “Non abbiamo assolutamente parlato di nomi. Siamo nella fase iniziale di condivisione di un percorso che è stato iniziato dal Movimento 5 Stelle in piena trasparenza”.

Per quanto riguarda le ipotetiche spaccature all’interno della coalizione del centrodestra, Salvini ha gettato acqua sul fuoco: “Berlusconi fa parte della squadra quindi non c’è scelta. Io parlo a nome del centrodestra non solo della Lega – ha detto – Quindi al centrodestra vediamo chi si accompagna. Se il Pd dice di no a tutti è un problema del Pd, mi spiace, me ne farò una ragione”. E ancora: “Berlusconi l’ho visto ieri sera, abbiamo parlato di altro, siamo in linea”. L’ex Cavaliere dice no ad alleanza con i 5Stelle? “Come finirà lo scopriremo nelle prossime settimane. Io – ha avvertito – non vado al governo se in Consiglio di ministri ci sono Renzi o Boschi. Io farò tutto quello che potrò – ha garantito – per dare un governo a questo paese“. Sulle presidenze delle Camere, invece, per Salvini “prima partono i lavori del Parlamento meglio è per gli italiani. Nomi non ne ho fatti, ruoli non ne ho chiesti, ma ho cercato di capire che equilibrio si può trovare” ha aggiunto.