La Mercedes ha sicuramente impressionato durante i test. La facilità con cui otteneva e scendeva sotto certi limiti cronometrici con gomme di mescola più dura rispetto agli avversari e le prestazioni mostrate nelle simulazioni di passo gara lasciano pochi dubbi. Al momento il team tedesco risulta essere ancora avanti.

Probabile che la W09 abbia risolto quei problemi che affliggevano la W08 e che, in parte, l’avevano resa più avvicinabile dalla concorrenza, Rossa in testa. Nel 2017 il passo extra lungo della monoposto argentata aveva dato non poche noie ai tecnici nella ricerca sempre del giusto assetto e bilanciamento. Ad aggiungersi a questo, ci fu anche il mancato superamento del crash test d’inizio stagione 2017 del musetto anteriore “sfinato”. Problema che costrinse i tecnici Mercedes a ricorrere a soluzioni temporanee e tampone che vennero poi rimosse solo a Barcellona, quando il muso pensato per la W08, finalmente, superò i test di sicurezza.

Proprio a Barcellona fu, infatti, aggiunto alla vettura per la prima volta il particolare convogliatore di flusso montato nella parte bassa dell’anteriore della monoposto. Questo dispositivo – che si sviluppa dai lati del musetto fino ad inglobare a se i turning vane inferiori – ha lo scopo di raccogliere la quantità maggiore possibile di aria ed indirizzarla al t-tray, ovvero quel punto in cui i flussi si dividono per scorrere lungo le due fiancate e sotto il fondo della vettura.

Figura 1

Un punto nevralgico e chiave: più aria arriva qui e più questa potrà raggiungere la zona posteriore del diffusore massimizzando l’efficienza estrattiva ed il carico generabile. Occorre però che il flusso dell’aria che passa sotto la vettura sia poco disturbato dalle turbolenze generate dall’ala anteriore e quindi il più “pulito” possibile.

Il convogliatore anteriore della Mercedes, di fatto, svolge questa funzione, raccoglie tutti i flussi disturbati dalle turbolenze dall’ala anteriore e dal muso, stabilizzandoli e indirizzandoli al T-tray. Per questo motivo lo scorso anno è stato sfinato il muso della monoposto, nel tentativo di creare meno disturbo e per favorire l’installazione laterale delle due “zanne” del convogliatore. Proprio queste ultime due sono state riviste a Barcellona ed è stata utilizzata una nuova versione con la parte più avanzata non più piana ma con una piega verso il basso in modo da creare un incanalamento più netto ed efficace dell’aria all’interno del convogliatore di flusso [Figura 2]. Lungo i due lati di questo dispositivo sono apparsi poi anche due slot che alimentano e aumentano il flusso interno velocizzandone lo scorrimento [Figura 3].

Figura 2

Figura 3

Soluzione che nessun altro team ha voluto replicare a causa dell’elevata sofisticazione aerodinamica e per i problemi che, dal punto di vista del bilanciamento aerodinamico e meccanico, potrebbe creare. Va detto però che, dal momento in cui il team tedesco ha trovato il giusto set up, questo dispositivo ha incrementato le performance della monoposto aumentando la capacità di sviluppare carico senza pagare troppo in termini di drag. Un vera e propria “arma” affinata e testata durante questi test invernali.