Il pericolo è cessato, l’ordigno è a due miglia al largo della città. Fano tira un sospiro di sollievo dopo la scoperta e le operazioni di rimozione di un ordigno bellico carico di oltre 225 chili di tritolo che era stato trovato in cantiere dll’Aser, sul lungomare Sassonia. La bomba è stata imbragata e trasportata in acqua, al largo della costa, e resterà in mare almeno 144 ore ovvero il tempo massimo per l’eventuale esplosione, prima della distruzione.

“La città di Fano e il relativo territorio sono quindi fuori pericolo e in sicurezza”, ha detto il sindaco della città, Massimo Seri, revocando parzialmente l’ordinanza che imponeva, a circa 23mila persone, di allontanarsi, lasciando anche le proprie case. Le persone hanno quindi potuto fare rientro nelle abitazioni e i negozi sono stati riaperti insieme agli uffici pubblici. Confermata invece la chiusura per la giornata di oggi delle scuole di ogni ordine e grado per motivi logistici e pratici.

“Voglio ringraziare personalmente il prefetto in campo per il coordinamento insieme al questore, le forze dell’ordine, tutti i volontari, la protezione civile Marche, la Croce rossa, il 118, il servizio trasporti, il Gruppo Fs”, ha continuato il sindaco nel corso di una conferenza stampa esprimendo un particolare ringraziamento “all’Esercito e alla Marina militare che, con grande coraggio, hanno svolto un’operazione delicatissima che consente alla città di tornare alla normalità”.

Per quanto riguarda le forze in campo, il sindaco ha spiegato che sono stati coinvolti “140 volontari della protezione civile Marche, 80 della Croce rossa italiana, 13 ambulanze, 30 uomini della polizia locale, tecnici comunali e dirigenti, autisti dell’Ami Spa, 118″. Il prefetto ha ricordato che in campo per l’allarme ordigno c’erano “100 uomini delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza” e “circa 70 uomini dell’Esercito”. All’operazione hanno collaborato anche i vigili del fuoco con gruppi elettrogeni.