“L’elezione dei presidenti delle Camere non riguarda le dinamiche del governo”. “Noi non contempliamo ipotesi di esecutivo istituzionale o di tutti”. Ma anche: “Se gli altri partiti vogliono il voto, non ci spaventano”. Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle, a poco più di una settimana dal voto, ha scelto di tenere una conferenza stampa nella sede della stampa estera a Roma e ha toccato alcuni dei punti più delicati nei giorni in cui iniziano le trattative in vista dell’insediamento del nuovo Parlamento. Il capo politico M5s ha voluto specificare che i contatti in corso riguardano l’elezione delle figure di garanzia che guideranno Camera e Senato. Ma non il governo. E ha anche ribadito che i 5 stelle non temono il ritorno al voto nel caso non si trovasse un accordo. Anche se, ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è andare al governo. Non sto contemplando l’ipotesi che non inizi la legislatura”. Gli occhi continuano a essere puntati a sinistra dove, dopo la direzione dem delle scorse ore, è intervenuto il ministro uscente Graziano Delrio dando segnali di apertura al Colle. Di Maio, nel suo discorso, ha in un un certo senso risposto alle accuse di Matteo Renzi, specificando che “il M5s non è mai stato estremista”. Parole importanti anche in chiave di dialogo con Bruxelles, tanto che alle domande su Angela Merkel il leader ha ribadito che non ci sarà “un muro contro muro” e che non si considera più l’uscita dalla Nato. Di Maio però ha anche attaccato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che poco prima aveva detto aver risposto “non so” ai colleghi che all’estero gli hanno chiesto del futuro dell’Italia: “Avvelena i pozzi”, ha replicato il capo politico M5s. All’attacco ha reagito il reggente dem Maurizio Martina: “Sono solo dichiarazioni arroganti e per niente utili all’Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell’Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito”. In serata però Martina, intervistato a Porta a porta, è andato oltre: “Siamo disponibili a una controproposta. Ma il M5s dica cosa vuole fare”.

La conferenza stampa alla sede della stampa estera è stata parte della strategia comunicativa che vuole i 5 stelle impegnati a dare segnali rassicuranti all’Europa e al Quirinale: “Le elezioni del 4 marzo”, ha esordito Di Maio, “sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica. Gli italiani hanno dato un segnale che va colto: un voto post ideologico, dove non ci sono più destra e sinistra, con un 32 per cento di preferenze a un programma che non è mai stato estremista, e non è contro l’euro. Sfido chiunque a dire che il programma M5s è un programma estremista. Abbiamo fatto una campagna promettendo che non avremmo lasciato l’Italia nel caos, che non saremmo usciti dall’euro e basata sul dialogo”.

Poi ha continuato parlando dell’eventuale formazione di un governo a 5 stelle: “Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale o di governo di tutti. Quando in questi giorni sento dire che il Movimento 5 stelle vuole allearsi con l’una o con l’altra forza politica, io rispondo che non bisogna parlare di questo. Io mi sarei aspettato un contatto su dei temi. La possibilità di realizzare quello che le forze politiche si aspettano da 30 anni. Chi vuole mettersi al lavoro per gli italiani, si faccia avanti”. Molto importante per Di Maio è stato specificare che le maggioranze che eleggeranno i presidenti delle Camere nulla hanno a che vedere, secondo lui, con quelle che poi formeranno un eventuale governo: “Ho sempre detto che siamo disponibili al dialogo su tutti i passaggi istituzionali, ma le presidenze delle Camere non devono essere collegate a dinamiche di governo. Sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento. Per noi l’elezione dei presidenti sarà l’elezione di figure di garanzia che niente ha a che vedere con le consultazioni che poi ci porteranno a parlare di governo”.

Quindi l’appello alle altre forze politiche sui “temi”: “Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito. Dobbiamo liberare l’Italia. Le forze politiche stanno chiedendo di tornare a votare? A noi non spaventa”. Di Maio ha specificato: “Non siamo disponibili a tradire la volontà popolare: i cittadini quando hanno votato M5s hanno votato un candidato premier, una squadra e un programma. Chi vuole farsi avanti venga con proposte e non con posti nei ministeri, ministri, sottosegretari. Interlocuzione con tutti sui temi ma fino ad adesso non ho visto avanzare neanche una proposta”. Alla domanda se i 5 stelle sono disponibili a concedere poltrone agli altri partiti, ha replicato: “Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c’è stata una grande investitura”. Di Maio ha anche ribadito più volte che “oggi il nostro obiettivo è andare al governo”. “Non sto considerando l’ipotesi che non parta la legislatura”, ha detto. In generale però, ha detto il leader M5s: “Sempre più gente si convince che M5s sia l’unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere”.

Sul piano economico e i rapporti con Bruxelles, Di Maio ha ribadito più volte il concetto chiave della stabilità. Archiviando, almeno per il momento, gli attacchi e le polemiche: “Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo ‘non so’ a proposito del futuro dell’Italia. E’ stata quasi una provocazione, come a dire che ‘ora che me vado all’opposizione avveleno i pozzi‘. Tutti siamo chiamati alle responsabilità”. Nello specifico il capo politico M5s ha anche detto di essere a favore di una cultura espansiva “ma con l’obiettivo di ridurre il debito”: “L’Unione europea deve tutelare il made in Italy sempre di più, c’è tanto da fare e io credo molto nel dialogo e soprattutto nella presenza: noi come Parlamento italiano abbiamo bisogno di schierare la squadra in campo per vincere la partita e abbiamo tanto da fare con il nostro corpo diplomatico e funzionari”. Ha detto quindi di essere a favore di una “cultura espansiva ma con l’obiettivo di ridurre il debito”, tagliando “ciò che non serve” mettendo in campo “misure espansive per ripagare il debito pubblico”.

Per quanto riguarda i rapporti internazionali infine, Di Maio ci ha tenuto a ribadire che il Movimento non intende stravolgere la politica estera: “Se dovessimo andare al governo come Italia non avremo una linea che tende a isolare l’Italia, anzi saremo un Paese con solide relazioni con i propri alleati. L’Italia resterà un Paese della Nato, cercando sempre di migliorare le cose. Penso a una conferenza di pace sulla Libia qui a Roma. Non c’è da stravolgere la politica estera, ma far valere di più l’Italia nel mondo e soprattutto a Bruxelles”. E in particolare sui rapporti con la Germania, ha tenuto una linea morbida: “Noi abbiamo come Paese un grande deficit politico, come non essere stato presente quando si discutevano grandi dossier. Con Germania nessun muro contro muro, ma vogliamo rappresentare le nostre imprese”.