La lunga notte elettorale per i militanti di Potere al Popolo è partita e finita con una certezza. Quella di aver già vinto, indipendentemente dalla soglia minima del 3%. “Oggi abbiamo scritto una storia di sinistra che non esisteva più” ci dice un militante in attesa delle prime proiezioni. Il movimento, al debutto nello scenario politico italiano, in soli tre mesi ha messo insieme una rete di realtà in tutta Italia, come l’ex OPG “Je so’ pazzo”, in cui è nato Potere al Popolo. “Realtà in cui – spiega la candidata alla Camera Chiara Capretti – si costruiscono ambulatori popolari, sportelli legali, doposcuola, asili, realtà in cui c’è la partecipazione diretta dei cittadini che costruiscono comunità nel proprio territorio. Questo progetto ha lanciato un sogno collettivo che non si fermerà ma proseguirà il 18 marzo a Roma”. Dopo una prima proiezione che attribuiva quasi il 2% al movimento, col passare delle ore Potere al Popolo si è attestato intorno all’1%. “È comunque un’impresa – spiegano i militanti – con pochi soldi per la campagna elettorale, senza grandi nomi e senza copertura mediatica siamo riusciti a convincere centinaia di migliaia di persone”

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