Anche The Square non scherza per nulla. Dopo il sorprendente Forza maggiore, il regista svedese Ruben Östlund mostra ancora una volta la contraddittoria analisi antropologica dell’essere umano declinata sul versante della bolla speculativa etica, finanziaria e culturale dell’arte contemporanea. Christian è il rampante ed elegante direttore del museo X Royal pronto a spiegare alla stampa il (non) significato della “mostra/ non mostra” The Square, ovvero un quadrato ricavato in mezzo a dei sanpietrini davanti all’uscio del museo su cui è scritto “santuario di fiducia e altruismo al suo interno dove tutti hanno gli stessi diritti e doveri”. Peccato che un paio di passanti rubino a Christian lo smartphone dopo averlo buggerato come un pivello e lui si infuri come una belva andando a cercarli per riavere il maltolto. The Square ha dalla sua un testo che parla il linguaggio universale delle installazioni e dell’arte concettuale spinta agli estremi, e in alcuni momenti ricorda perfino alcuni lampi di surrealismo bunueliani. Per questo i giurati dell’Academy non rimarranno indifferenti. Per contro, il film di Ostlund è difficilmente inquadrabile in una filmografia nazionale come quella svedese più introspettiva e drammatica, dal momento che l’Oscar come Miglior Film Straniero rispecchia spesso una semplificazione un po’ stereotipata dei singoli paesi di provenienza. Per la cronaca: la Svezia è alla sua 16esima nomination. Tre gli Oscar vinti sempre da Ingmar Bergman (un po’ come la zavorra Fellini/De Sica/Antonioni per i film italiani) con La Fontana della vergine (1961), Come in uno specchio (1962), e Fanny e Alexander (1973). Distributore Usa: la non proprio lanciatissima Magnolia.

INDIETRO

Oscar 2018, mai battaglia così aperta per il miglior film straniero: tutti hanno vinto almeno un premio

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Oscar 2018, i candidati per le migliori colonne sonore: in pole position Jonny Greenwood dei Radiohead

next
Articolo Successivo

Oscar 2018, la miglior attrice protagonista: Sally Hawkins, Margot Robbie, Meryl Streep, Saoirse Ronan. Chiunque tranne Frances McDormand

next