“È una delle poche che ha avuto il coraggio di dire che a volte noi donne provochiamo la violenza negli uomini. E quindi è un tema da affrontare veramente con serietà”. La presentazione di un libro su un tema delicato, la discussione, poi l’intervista in tv. E quella frase detta davanti alle telecamere della tv locale Studio 100 che rimbalza su Facebook, provocando commenti critici nei confronti di Maria Francavilla, candidata di Forza Italia al Senato nel collegio uninominale di Taranto.

Quella frase sul femminicidio detta a sostegno di una tesi che – a suo avviso – Barbara Benedettelli, scrittrice e autrice televisiva nonché candidata di Fratelli d’Italia nel 2013, aveva sostenuto durante la presentazione del suo ultimo libro 50 sfumature di violenza. Femminicidio e Maschicidio in Italia, è diventata polemica politica a pochi giorni dalle elezioni. Benedettelli però ha preso le distanze dalla candidata: “L’affermazione di Maria Francavilla”, ha scritto in una nota inviata a ilfattoquotidiano.it, “secondo la quale avrei detto che ‘le donne a volte provocano la violenza degli uomini’ è falsa. Non ho mai detto, né scritto, la frase che mi è stata attribuita e diffido chiunque (candidati, partiti o collettivi femministi) dallo strumentalizzare il mio lavoro per fini politici o ideologici”. Quindi ha spiegato: “Il mio libro tratta un tema delicato in modo equilibrato e rigoroso. Un tema che affronto da ogni punto di vista a partire proprio da quello delle donne vittime, di cui mi occupo da un decennio. Il discorso che ho affrontato nel mio saggio tratta di Violenza Domestica a 360 gradi e tiene conto, come del resto la Convenzione di Istanbul, anche delle altre vittime (bambini, anziani e uomini). Non può essere ridotto a proprio piacimento. Quello che ho detto, e che è stato purtroppo strumentalizzato, è che esiste anche una reciprocità della violenza dimostrata dai fatti e dalla ricerca internazionale. Una violenza che istituzioni e società civile devono riconoscere se davvero si vuole prevenire una violenza che nasce e si sviluppa all’interno di una relazione”.

Tra le prime ad intervenire c’è la pentastellata Alessandra Ermellino, candidata nel plurinominale Brindisi-Taranto: “Ad oggi troppe donne hanno purtroppo perso la vita o hanno subito quotidianamente violenza psicologica all’interno delle proprie famiglie. In che modo avrebbero istigato i loro aguzzini? – si chiede – Prendendosi magari una giusta libertà in un contesto sociale moderno, che già da decenni gli permette di esprimersi non come una minoranza?”.

Secondo Francavilla, moglie dell’ex sindaco di Massafra e presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, proprio Benedettelli, da tempo impegnata sul tema della violenza delle donne, avrebbe avuto il “coraggio” di dire quella frase: “Chi mi conosce e chi mi sta conoscendo in questa campagna elettorale non avrà alcuna difficoltà a comprendere che tali affermazioni sono lontane da me anni luce. È stato ripreso il mio intervento mentre citavo le parole della Benedettelli”. Poi l’attacco: “Dispiace che una parte di sinistra radical chic faccia polemiche così false e che non hanno attinenza alla realtà. Posso candidarmi anche ad essere esempio di donna che non ha rinunciato alla propria strada”.

Dura anche la protesta di diversi gruppi, tra i quali Non una di meno Taranto: “La gravità delle sue affermazioni e la narrazione tossica che ne deriva rappresentano il terreno fertile per una cultura maschilista e machista che giustifica in qualche modo la violenza nei confronti delle donne, mettendo le vittime sotto giudizio – scrivono – Non ci sono minigonne, atteggiamenti, sguardi o parole che giustifichino la violenza. Solo su una cosa possiamo dare ragione alla candidata… la violenza di genere è un tema da affrontare con serietà. Quindi è meglio che lei non metta più bocca a riguardo”.

*aggiornato da redazione web il 28 febbraio alle 20.30

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