“Se il presidente Sergio Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo”. Quando mancano meno di due settimane al voto, è il governatore della Puglia Michele Emiliano, in un’intervista a Telenorba, a esporsi per primo sulle possibile alleanze dopo il voto. E, per primo, mette avanti l’ipotesi che i dem possano accordarsi con i grillini invece che con il centrodestra di Silvio Berlusconi. “Se il Pd non dovesse essere il primo partito”, ha aggiunto, “e l’incarico dovesse essere dato al M5s, e ad altre ipotesi non voglio pensare, siccome sarà un governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far in modo che il gruppo che riceverà l’incarico poi possa formare un governo”. L’ipotesi di avere un dialogo tra Pd e 5 stelle è sul tavolo, ma di sicuro in piena campagna elettorale nessuno vuole ammettere di considerarla e per il momento spacca i democratici. Pochi minuti dopo è il ministro uscente allo Sviluppo economico Carlo Calenda ad attaccare Emiliano su Twitter: “Sostengo la coalizione di centrosinistra andando in giro a spiegare che abbiamo bisogno di una classe dirigente seria. Ma ogni volta che vedo una dichiarazione di Michele Emiliano la determinazione vacilla. Non comprendo cosa c’entri con il Pd“.

Emiliano è da sempre una delle voci critiche dentro il Pd, anche se al momento della scissione che poi ha dato vita a Liberi e uguali decise di restare dentro il Partito democratico. La sua apertura ai grillini non è una novità: già più volte nei mesi scorsi si è fatto portavoce dell’idea di instaurare un dialogo con i 5 stelle. Ipotesi che però non ha mai trovato grande appoggio tra i suoi. Dal fronte M5s la questione è complessa: Di Maio e i suoi sono consapevoli del fatto che sarà difficile avere i numeri per governare da soli e la questione, la sera delle elezioni, sarà con chi mettersi a parlare. Loro non fanno che ripetere che cercheranno convergenze sui programmi, ma nella pratica sarà molto più complesso e sarà necessario avviare una trattativa con i partiti contro cui fino a oggi si sono scontrati. Di sicuro uno degli ostacoli è Matteo Renzi: il segretario Pd è considerato l’ostacolo maggiore al dialogo e un eventuale patto dopo il voto sarà molto difficile senza le sue dimissioni.

Contro Emiliano anche il centrodestra. Il deputato uscente e capolista di Forza Italia in Puglia Francesco Paolo Sisto: “Emiliano cala la maschera: con le sue parole sulla necessità per il Pd di sostenere un fantomatico governo Di Maio, si conferma un irresponsabile populista, privo di cultura politica e del doveroso rispetto per le scelte dei cittadini chiamati al voto. Pur di affermare il suo istinto anti-renziano, Emiliano è pronto a legittimare qualsiasi alchimia di Palazzo anche quella che, come in questo caso, sarebbe distruttiva per la politica e la società. In ogni caso niente paura: vincerà il centrodestra con una maggioranza netta e questo sarà anche il primo passo per liberare la Puglia dalla disastrosa amministrazione Emiliano”.

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