“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. Sarò decisamente fuori moda, ma è da ieri che mi frulla in mente questo indimenticabile Francesco De Gregori. Un’opportunità, anzi un opportunità (senza apostrofo) che mi ha offerto Francesca Barra, candidata per il Pd nel collegio uninominale di Matera.

In una sua foto elettorale diffusa sui social, compariva lo strafalcione nello slogan: “Matera. Capitale europea 2019. Un opportunità per tutta la Basilicata”. Senza apostrofo. La suddetta candidata si è giustificata: “Un errore grafico non è un congiuntivo” (ogni riferimento a Luigi Di Maio non è puramente casuale); “Non era un manifesto elettorale, era una foto”. Ma soprattutto: “Appena mi sono resa conto che il grafico aveva commesso un errore, ho chiesto di correggerlo”, perché “io lavoravo” e “non potevo accorgermi anche del refuso”.

Insomma, la colpa è del grafico, denunciato prontamente e senza pietà. Evviva.

Deboli con i forti e forti con i deboli, pronti a non assumersi neanche la responsabilità di un refuso o di un errore (in fondo, se una si candida a essere classe dirigente, non dovrebbe anche “coprire” almeno in pubblico chi lavora per lei e sapere che la responsabilità finale delle cose tocca prendersela anche per gli altri?). Negare e soprattutto scaricare sempre, per non avere torto mai, pare la regola base per il “successo” (notare le virgolette).

Ma neanche voglio prendermela troppo con Francesca Barra, che è solo una candidata. Troppo facile anche questo. Mi basta fotografare la tendenza. Sbagliare un congiuntivo o un apostrofo, mi pare davvero secondario, rispetto alla tendenza a colpevolizzare sempre qualcun altro. Meglio cavarsela con una battuta. Che ne so? “Memore dei possibili disastri dietro l’angolo, mi impegno a regalare a chi mi voterà un manualetto di ortografia base”. Dico per dire. “Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”.

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