E’ stato individuato grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza e ad alcune tracce di dna trovate sui vestiti e sotto le ascelle della vittima, Alessio Martini, il 21enne arrestato dalla polizia con l’accusa di aver aggredito una 17enne il 14 ottobre scorso nel parco dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino (Firenze). Per l’accusa avrebbe picchiato la ragazza per portarle via il cellulare. “Pensiamo a un movente di rapina”, ha detto il procuratore capo Giuseppe Creazzo, precisando come il giovane sia stato identificato “al termine di un’indagine meticolosa, condotta dagli investigatori con precisione assoluta”. Martini, spiega la polizia, ha problemi di tossicodipendenza ed era già noto alle forze dell’ordine per reati relativi alla droga e al furto. La sua presenza nella zona del parco la mattina del 14 ottobre è stata accertata grazie all’analisi delle celle telefoniche e a quella di oltre dieci telecamere cittadine, una delle quali lo riprende mentre, intorno alle 5 del mattino, percorre in bici la strada che porta verso il parco. Il giubbotto che indossava quella mattina è stato sequestrato stamani nella sua abitazione. L’aggressione è avvenuta alle 6,20. La giovane, che non ricorda nulla, era al telefono con un’amica. La telefonata si è interrotta bruscamente quando è stata aggredita. La ragazzina sarebbe stata colpita alla testa col suo stesso cellulare, riportando fratture multiple, poi, ormai in stato di semincoscienza, trascinata da sotto le ascelle e nascosta dietro un muretto. Per l’accusa il 21enne avrebbe abbandonato il telefono poco dopo. Questa mattina, all’arrivo degli agenti, avrebbe ammesso le sue responsabilità. Il cellulare è stato trovato nel parco grazie alle sue indicazioni.

Per circa un’ora, dalle 5,24 del mattino del 14 ottobre scorso, quando una telecamera lo riprende mentre si allontana dalla stazione ferroviaria di Montelupo Fiorentino, fino alle 6,26, ora presunta dell’aggressione, Martini “ha girovagato alla ricerca di una possibile preda”, poi “facilmente individuata nella giovane”. Così il gip Mario Profeta nell’ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare in carcere per l’accusato. Il giovane, si legge ancora nella carte del gip, “l’ha incrociata, seguita, aggredita e lungamente trascinata, esponendola a concreto rischio di pericolo di vita“. In base a quanto accertato dal medico legale incaricato di eseguire le perizie dalla pm Alessandra Falcone, titolare delle indagini, le lesioni riportate dalle 17enne erano “certamente idonee a provocarne la morte“. La ragazza si è salvata solo perché alcuni minuti dopo essere stata picchiata, sebbene sempre in stato di semincoscienza, si è alzata a sedere ed è stata vista da alcuni passanti, che l’hanno soccorsa chiamando il 118

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