di Carblogger

Avrete visto il film The Post, e se non l’avete visto è ora di andare a vederlo. Filmone da ultimo spettacolo su democrazia, libertà di stampa e potere ai tempi di Richard Nixon, uscito nell’era Donald Trump. Chiaro il messaggio.

Come è chiaro da subito che Tom Hanks, nei panni del direttore del Washington Post Ben Bradlee, e Meryl Streep, l’editore Katharine Graham, alla fine vinceranno il braccio di ferro con la Casa Bianca pubblicando i documenti del Pentagono in cui Nixon e tutti i suoi predecessori (Kennedy compreso) sapevano – senza fermarsi – che la guerra in Vietnam sarebbe stata perduta.

Mentre torno a casa, mi chiedo chissà cosa avrebbe fatto oggi Jeff Bezos, il nuovo editore del giornale ma molto più noto per aver creato Amazon. Forse gli eroi digitali non esistono.

The Post. E’ il 1971 e Hanks-Bradlee a un certo punto corre al giornale guidando una Fiat 128 verde. Non credo ai miei occhi: l’auto è in vendita in Italia dal 1969 e vederne una scorrazzare per le strade di Washington con al volante il direttore del Post, beh è più che una sorpresa. Ma se Steven Spielberg l’ha fatta recitare, vuol dire che è esistita davvero.

La storia di questa 128 – nel film è un modello del 1976 – è qui raccontata dai due restauratori. Ma prima di andare a dormire, mi appunto una frase di Bradlee. Applicatela per proprietà transitiva al giornalismo e all’industria dell’auto – un tema fondante di questo blog multivoce – e la morale è fatta: “Stiamo dalle parte di chi è governato, non di chi governa”.

@carblogger_it