Nei travagliati giorni del Movimento, scosso dalla questione dei rimborsi mancati, caso vuole che Luigi Di Maio arrivi a Rimini, per l’unico appuntamento elettorale nella regione “del voto d’apparato” (la definirà così dal palco Max Bugani), proprio poche ore dopo la denuncia in questura della deputata riminese Giulia Sarti, coinvolta nella vicenda dei mancati bonifici dei parlamentari al fondo per le piccole e medie imprese. Ma l’affaire Giulia Sarti sembra non scalfire la fede degli elettori: “Una ragazza straordinaria come tutti gli altri, dovreste smettere di fare domande” dice un’attivista della prima ora. “Saranno i probiviri del Movimento a stabilire se ha ragione oppure no. Se ha sbagliato, pagherà, altrimenti resta”. “È come il commercialista che ti deve tenere i conti, fa un errore e ci rimette il cliente in prima persona”, minimizza un altro elettore pentastellato,”Il suo è stato un errore da incosciente, ma non in malafede”. “È come professarsi cattolici e non essere praticanti. Il Movimento 5 stelle non può controllare tutti” – sentenzia infine un altro – “E poi in fondo, forse hanno fatto bene a tenersi i soldi, ché tanto poi se li mangiano sempre gli altri”

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