Da parte di Marco Cappato, imputato per l’aiuto al suicidio di Fabiano Antoniani, “non c’è stato un rafforzamento della volontà” di deejay Fabo. Quello dell’esponente dei Radicali “è stato un atto di disobbedienza civile. Noi chiediamo un’assoluzione sulla base dei principi costituzionali: nella nostra Costituzione c’è un diritto all’autodeterminazione, quale è stato quello di Cappato”.
Così l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni, interviene al termine dell’udienza, a poche ore dalla decisione dei giudici di Milano.

“Questo processo ha accesso i riflettori su tutte le persone come Fabiano che si trovano nella stessa situazione, ma non hanno 10mila euro per andare a morire in Svizzera. In Parlamento c’è una legge di iniziativa popolare, aspettiamo che si formi il nuovo governo perché venga calendarizzata”, aggiunge. La decisione di assolvere Cappato “sarebbe un’ottima decisione, sicuramente sarebbe una sentenza che fa giurisprudenza, un precedente importante per tutte le persone che vogliono raggiungere un altro paese per il suicidio assistito, ma non risolve la questione perché c’è bisogno di una legge che legalizzi l’eutanasia, il suicidio assistito nel nostro Paese”, conclude Gallo.

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