Roma è fascista”, gridano senza soluzione di continuità i gruppi di estrema destra alle manifestazioni, nelle sezioni, sui muri della periferia o allo Stadio Olimpico ogni maledetta domenica. Saranno i richiami all’Impero ancora vividi da parte della propaganda di regime, le effigi del Duce scolpite nei blocchi di travertino adagiati da quasi un secolo al Foro Italico o all’Eur, la suggestione di una marcia sulla città che in tanti – nei ricordi sfocati degli avi – associano a una liberazione molto più di quella che alleati e partigiani portarono a termine 23 anni più tardi. Fatto sta che Roma ha da sempre un rapporto molto particolare, e forse unico in Italia, con il fascismo (e il neo-fascismo), tale da covare continuamente in sé il germe dell’eversione di destra.

Avviene nelle periferie, dove la povertà e l’assenza delle istituzioni lasciano spazio ai sentimenti di rabbia e rancore verso lo stato democratico; ma succede anche (e soprattutto) nel nord della città, ricco e alto-borghese, dove la finta nobiltà – quella vera è decaduta da un pezzo – ha prodotto in molti casi una generazione di ragazzi che hanno tutto ma restano attratti da odio, razzismo e violenza. Così, i gruppi si sciolgono, si ricreano e si moltiplicano, attingendo non solo alla voglia di fare dei militanti, ma anche all’adesione passiva – e determinante – di chi, per un motivo o per l’altro, viene ancora oggi folgorato dal periodo più drammatico della storia italiana.

OLTRE CASAPOUND E FORZA NUOVA

Nella galassia dell’estrema destra romana Casapound è il gruppo più presente con decine di sezioni in tutta la Capitale. Quelle più importanti a Ostiadove alle ultime municipali Luca Marsella ha preso il 9% – e al Tiburtino, quartier generale del candidato alle elezioni regionali Mauro Antonini. Di loro ormai si sa quasi tutto: nazionalisti ma soprattutto anticlericali, piacciono ai nuovi romani delle periferie che sentono meno il legame con il Vaticano ma sono molto sensibili (in negativo) al tema dell’immigrazione. Piuttosto presente anche Forza Nuova, il movimento fondato esattamente 20 anni fa da Roberto Fiore, che può contare sezioni a Torre Angela (periferia est), a piazza Vescovio e all’Appio Latino; nuclei ci sono anche al Torrino, al Trullo – sezione dedicata a Virginio e Stefano Mattei, i due fratellini morti nel rogo di Primavalle del 1973 per mano di due militanti di Potere Operaio – e nel quartiere Aurelio. A differenza di Casapound, Forza Nuova si riconosce nell’ultracattolicesimo. Da qualche anno, tuttavia, ha trovato spazio al suo interno il sub-movimento Roma ai Romani, fondato da Giuliano Castellino, che in realtà fa politica a sé.

Ex seguace di Gianni Alemanno, muove i suoi primi passi al fianco di Maurizio Boccacci, storico leader del gruppo neonazista Militia; dopo alcuni guai con la giustizia e il cambio di diverse casacche, oggi il gruppo di Castellino è molto presente nella periferia ovest Primavalle e si batte contro le assegnazioni (regolari) delle case popolari alle famiglie non italiane. Nella difficilissima periferia est, invece, fra Torre Angela, Tor Bella Monaca, Castelverde e Giardinetti, sta riscontrando molto seguito Azione Frontale. Il loro leader Ernesto Moroni, ex militante di Forza Nuova, salì agli onori delle cronache nel 2014 per aver spedito delle teste di maiale alla Comunità Ebraica. “Ma è stata solo una provocazione – spiega lui a 3 anni di distanza – non erano né minacce né antisemitismo, solo la voglia di ristabilire alcune verità storiche”. Fra “passeggiate della legalità”, battaglie di quartiere e distribuzione alimentari, in tutto il Municipio VI della Capitale, oggi i militanti di Azione Frontale sono molto ben riconoscibili.

video di Angela Gennaro e Alessandro Madron

I GRUPPETTI DI ROMA NORD

Non solo periferie, dunque. I germi del fascismo continuano a svilupparsi nel nord della Capitale o comunque nei quartieri della cosiddetta Roma bene. E’ il caso di Patria, la nuova denominazione del Trifoglio di Alfredo Iorio, che ha il proprio quartier generale nella storica sede dell’Msi a via Ottaviano – a due passi dal Vaticano – Iorio è uno dei leader storici dell’estrema destra romana e fu anche candidato sindaco con Forza Nuova nel 2013. Patria nasce dopo la scissione fra i “vecchi” del Trifoglio, che hanno seguito Iorio, e i giovani, i quali insieme a Nicola Colosimo hanno ri-fondato il Fronte della Gioventù (fra il disappunto dei vecchi militanti del FdG anni ’80) e “bazzicano” a Piazza Cavour. A Ponte Milvio, invece, si sono stabiliti i ragazzi di AreAzione, un tempo seguaci dell’ex deputato del Pdl (e militante di Terza Posizione) Marcello De Angelis, oggi sono pressoché indipendenti e si dichiarano “socialisti, laicisti e positivisti”. Non è tutto. A Corso Trieste sorge la libreria di Raido, i cui volontari puntano ad essere “l’estrema destra intellettuale”, mentre fra i \Parioli e il pub Excalibur di piazza Vescovio imperversano i nuovi aderenti al gruppo “Mai Stati Infami Roma Nord”.

L’ENCLAVE DELL’APPIO-TUSCOLANO

Molto particolare è la situazione che si sta sviluppando in un particolare quadrante della città, l’Appio-Tuscolano, dove il conflitto ideologico è stato sempre molto forte. Fra i quartieri di Colli Albani e Re di Roma, in particolare, stanno sorgendo sedi e nuclei riconducibili all’estrema destra. Nei pressi di Santa Maria Ausiliatrice, ad esempio, sorgono nel giro di poche centinaia di metri una sezione di Forza Nuova e la nuova sede degli Irriducibili, gli ultras della Lazio protagonisti recentemente dello sfregio alla memoria di Anna Frank. Sempre in questa zona viene indicata la presenza di un nucleo di Militia, il movimento di Boccacci che annovera i naziskin romani. Va ricordato che proprio in questo quartiere – che da sempre a livello municipale viene governato dalla sinistra – nel 1978 si verificò la strage di Acca Larentia, con l’uccisione dei militanti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, attentato rivendicato dai “Nuclei Armati di Contropotere territoriale”.

A SCUOLA E ALLO STADIO: ROMANISTI E LAZIALI NEMICI-AMICI

L’estremismo non manca fra i giovani, nelle università ma ancor prima nei licei e negli istituti tecnici. Le due sigle principali sono Lotta Studentesca, legata a Forza Nuova, e Blocco Studentesco in passato riferimento della Fiamma Tricolore e oggi passato con Casapound. Alcuni anni fa il Blocco studentesco sosteneva di esprimere 63 rappresentanti nei consigli d’istituto delle scuole superiori romane nelle zone conservatrici della città: Parioli, corso Francia e il Foro Italico, l’Eur, il Flaminio, Prati, il Pinciano, oltre a San Giovanni e Re di Roma.

Ci sono enclave in crescita nelle scuole di periferia: Bufalotta e Boccea, quindi Montesacro, Talenti e il primo Tuscolano (aree nere per tradizione), il Tiburtino e il Tufello. Lotta studentesca denuncia una decina di rappresentanti, quasi tutti in istituti tecnici: Eur, Prati, San Giovanni, Porta Metronia, anche sulla Palmiro Togliatti e rivendica simpatizzanti in trenta scuole. E poi, ovviamente, c’e’ lo stadio, dove anche fra i tifosi della Roma – negli anni ’80 a prevalenza rossa – ormai imperversa il colore nero.

La Curva Sud è diventata di destra negli anni ’90 e durante la breve – e contestata – presidenza di Giuseppe Ciarrapico, quando la Fiamma Tricolore emarginò i vecchi Cucs; dal settore giallorosso hanno attinto negli anni Giuliano Castellino e il suo Popolo di Roma (oggi Castellino, fra le altre cose, è destinatario di Daspo) e attualmente sembra essere preda dei militanti di Casapound. I gruppi “neri” sono i Padroni di Casa, i Boys, Giovinezza, Opposta Fazione e gli Ultras Roma Primavalle, mentre a difendere la bandiera antifascista sono rimasti i Fedayn del Quadraro. Più radicata la tradizione fascista nella Curva Nord, casa dei tifosi della Lazio, dove gli Irriducibili negli ultimi anni stanno riprendendo piede dopo i forti contrasti dell’ultimo decennio con il presidente Claudio Lotito.