Togliere il nome di Angelo Vassallo dai circoli del Pd a lui intitolati? “Se ci togliete il suo nome dal circolo, non ci resta più niente. Il Pd diventerà per sempre un covo di galoppini di potentati locali”. È questa la reazione dei militanti dem, che non sono rimasti indifferenti all’appello del figlio dell’ex primo cittadino di Pollica, ucciso dalla camorra il 5 settembre 2010. “Comprendiamo le sue ragioni – spiegano – ma gli diciamo: lasciaci il sogno di tuo padre, cioè la possibilità di riscatto pur rimanendo onesti”. “Il Pd tolga il nome di Angelo Vassallo dai circoli a lui dedicati, la candidatura di Franco Alfieri indigna me e la mia famiglia”, è invece la richiesta indirizzata ai vertici del partito da Antonio Vassallo, il figlio del sindaco pescatore. Un lungo post su facebook per ricordare che il padre denunciò Alfieri, all’epoca assessore provinciale ai Lavori Pubblici, per la vicenda delle strade fantasma pagate coi soldi pubblici e mai eseguite.

In quell’inchiesta, che culminò in sette arresti e un processo, Alfieri non fu indagato, ma c’è un ‘non detto’ della lettera di Vassallo junior che imbarazza i vertici dem finora rimasti in silenzio sulla questione: il Pd è ancora compatibile coi valori di legalità e di difesa del territorio incarnati da Angelo Vassallo? Ed è compatibile con quei valori la candidatura del ‘signore delle fritture di pesce’ Alfieri, ex sindaco di Agropoli dal 91% dei consensi, poi capo staff del governatore Vincenzo De Luca, che nel famoso discorso dell’Hotel Ramada lo definì “notoriamente clientelare? Il Pd che nel 2018 schiera Alfieri all’uninominale della Camera nel collegio del Cilento è lo stesso partito che nel 2008 negò la candidatura a Vassallo. Una delusione dalla quale lui non si riprese del tutto. Fino a dichiarare, in un’intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, le sue simpatie per la Lega Nord.

Andrea Forgione è il segretario del circolo Pd ‘Angelo Vassallo’ di Paternopoli , in provincia di Avellino. “Mi ricordo di Angelo quando parlava del suo paese e della possibilità di riscatto rimanendo onesti. Il messaggio è ancora valido e nel ricordo di Angelo ci sforziamo di farlo anche se è sempre più difficile rimanere onesti in un Pd che candida gente che non c’entra niente con la nostra storia”. Ed eccoci al dunque: che ne pensa dell’appello di Antonio Vassallo in risposta alla candidatura di Alfieri? “Se il Pd candida persone che Vassallo indicava come politici che hanno rovinato il territorio fa un brutto errore. Ma noi siamo innamorati del nome ‘Vassallo’ sul nostro circolo e nessuno ce lo toglierà. Ogni estate il nostro circolo organizza un pullman per andare ad Acciaroli: rendiamo omaggio alla tomba di Angelo, pranziamo, andiamo in spiaggia per farci il bagno. E ai nostri ragazzi diciamo che quel mare è rimasto così bello perché c’era un sindaco che lo ha difeso a costo di rimetterci la vita”.  Ma è il figlio a dire che il Pd non può usurpare quel nome. “Comprendiamo le sue ragioni, ma gli diciamo: lasciaci il sogno di tuo padre, ovvero la possibilità che un uomo figlio di un territorio possa cambiarlo in meglio rimanendo onesto e solo per la felicità delle persone che ci vivono. Se ci togliete il suo nome dal circolo, non ci resta più niente. Il Pd diventerà per sempre un covo di galoppini di potentati locali in giro per campagne a racimolare tessere e promettere in cambio favori e posticini all’amante o al fidanzato”.

Anche Milano ha un circolo dedicato alla memoria di Vassallo. È il circolo Vigentino di via Verro e l’intitolazione al nome del sindaco cilentano avvenne nel 2015 alla presenza di Rita Borsellino. Il segretario Sandro Antoniazzi ha letto le dichiarazioni di Vassallo jr: “Dispiacerebbe cambiare il nome del nostro circolo per l’enorme stima che abbiamo per Vassallo. Se il Pd è ancora compatibile coi valori del sindaco di Pollica? La nostra sezione sì. Se il figlio ha problemi con il Pd nazionale, non credo debba coinvolgere tante realtà di base che invece hanno fiducia e ci credono. Ma terremo conto della volontà della famiglia, sarebbe sbagliato ignorarle”. E allora che farà? “Ci metteremo in contatto con Antonio Vassallo, gli scriveremo una lettera con la quale gli spiegheremo perché siamo intenzionati a continuare a intitolare il circolo al padre, gli spiegheremo che in Lombardia, qui, siamo al di fuori delle logiche che lo hanno indotto a protestare e vorremmo conservare il valore ideale della nostra scelta. Se però, al di là delle nostre ottime intenzioni, lui ci confermasse che il suo è un ‘no’ generale, ne prenderemo atto e assumeremo le decisioni conseguenti”.