Chiara Di Benedetto, deputata e ricandidata alle Politiche, lascia il Movimento Cinque Stelle. “Non posso riconoscermi – scrive la parlamentare su facebook – in ciò che viene spacciato per Movimento, ma che si pone come la sua più volgare negazione“. La Di Benedetto, trent’anni, palermitana, è definita appartenente all’ala cosiddetta “ortodossa“. “Mi trovo all’interno di una forza politica che avrebbe dovuto cambiare il sistema e, invece, ci si è adagiato sopra, si è conformato a questo” aggiunge. “Mi ritrovo candidata – prosegue la Di Benedetto – con un simbolo che parla da sé. Mi ritrovo un leader, una struttura di partito e accanto a me, in lista, riciclati di altri partiti, o candidati con precedenti esperienze politiche di cui il M5s sembra vantarsi“.

La Di Benedetto è stata ricandidata alle Politiche nel collegio Bagheria-Marsala-Trapani-Monreale, al quarto posto del listino proporzionale e quindi con poche chance di tornare a sedere alla Camera. Capolista, per effetto del successo alle Parlamentarie, è Antonio Lombardo, alcamese, avvocato e ex assistente di una deputara regionale. A seguire Caterina Licatini, finora presidente dell’Azienda Multiservizi di Bagheria, e un consigliere comunale di Casteldaccia, Davide Aiello. “Nei prossimi giorni – annuncia Di Benedetto – invierò la richiesta, tramite raccomandata, per uscire dalla nuova associazione del Movimento 5 Stelle”.

La Di Benedetto va anche più a fondo: “In questo movimento i candidati da mettere in lista vengono scelti perché sono amici di qualcuno, perché un portavoce ha garantito per loro. Chi può, chi è vicino ai vertici, cerca di garantire l’elezione dei propri fedeli uomini, organizzando cordate per le votazioni online, denigrando e infangando altri candidati, mentendo spudoratamente, dimostrando tutta l’ipocrisia di un partito che inneggia alla trasparenza ma che poi muove le carte sottobanco. Tutte le persone che, in questi anni hanno davvero cercato di contrastare questa deriva sono state messe alla porta, me compresa; altre, si sono adeguate in fretta alla nuova forma, un po’ per furbizia, un po’ per inerzia. Io – osserva la deputata del M5s – sono stata isolata ed emarginata sia all’interno del mio gruppo Parlamentare, sia sul territorio, sia dai vertici della ‘comunicazione’ che mi hanno impedito, anche fisicamente, di partecipare ai lavori e riunioni, ad esempio, sul programma”. Per la deputata “è evidente che questo nuovo movimento non voglia me, unica portavoce uscente a Palermo, e neanche tanti altri validissimi attivisti che sono stati epurati senza alcuna motivazione. Questo movimento preferisce candidare ex assessori Pd, ex uomini di segreterie politiche, ex qualsiasi cosa, piuttosto che candidare chi, nel bene e nel male, ha sempre cercato di tutelare l’integrità del Movimento stesso”.