Dopo aver preso le distanze dallo scandalo dei test sulle scimmie e sull’uomo, anche Bmw e Daimler, come Volkswagen, prendono provvedimenti sul personale. Daimler ha sospeso un collaboratore, membro del board della società di ricerca Eugt che ha promosso i test e responsabile degli esperimenti; mentre in Bmw il responsabile per il gruppo della ricerca Eugt ha chiesto spontaneamente di lasciare le mansioni. Le case automobilistiche hanno avviato indagini interne per accertare le responsabilità di quanto accaduto.

In una nota, Bmw ha ribadito di “non aver avuto alcuna influenza sulle ricerche” della Eugt e “di aver preso subito le distanze” dal caso dei test. Viene verificato, al momento, “fino a che punto Bmw avrebbe potuto impedire i problematici studi negli Usa”. Anche Daimler ha dichiarato di “non aver gestito la progettazione dello studio”, affermando di avere “l’intenzione di investigare a fondo, in modo che certe cose non si ripetano mai più”.

Nel frattempo però, il quotidiano tedesco Bild rivela nuovi inquietanti dettagli non solo sui metodi ma anche sui risultati raggiunti nel corso delle ricerche sulle scimmie per testare gli effetti dell’inquinamento da diesel, dettagli che lasciano pensare che i nuovi motori diesel siano ancora più nocivi dei vecchi.

A supporto della sua tesi, il tabloid cita il report dei test di laboratorio del maggio 2015 eseguiti per conto della società di ricerca tedesca Eugt, finanziata dai colossi dell’auto. In una email del gennaio 2016 del capo progetto, Jacob McDonald, in cui si riferivano i risultati dei test sulle scimmie si concludeva dicendo: “Quello che si è scoperto non è naturalmente quanto ci si aspettava“. Nel corso di questi esperimenti, costati ai gruppi dell’auto 649.000 euro, le scimmie giavanesi venivano chiuse in una gabbia di vetro e costrette per 4 ore consecutive ad inalare gas di scarico, prima di un Pick-up Ford del 1997 e poi di un Maggiolino VW del 2013, mentre guardavano la televisione.

Obiettivo delle ricerche era dimostrare che il diesel dei vecchi modelli era più nocivo di quello dei nuovi. In realtà i risultati hanno dimostrato esattamente l’opposto, ragione per cui l’esperimento è stato chiuso. Così spiega il professor Hans Hutter, medico specialista presso il dipartimento di igiene ambientale e medicina dell’ambiente all’università di medicina di Vienna: “Negli animali che avevano inspirato dai nuovi diesel c’erano più segni di irritazione rispetto alle scimmie che avevano inspirato dai vecchi modelli”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Colombia: caro ambasciatore, non lasci morire il festival di Medellin

next
Articolo Successivo

Shoah, carcere per chi parla di ‘lager polacchi’. La Polonia impone la sua visione della storia

next